In riferimento alla notizia del paziente diabetico con retinopatia e cataratta e alla lista di attesa per l’intervento di due anni, Asl Taranto specifica quanto segue.
La direzione sanitaria di Asl Taranto ha avuto un colloquio con la persona protagonista della notizia riportata da una testata tarantina, al fine di ricostruire la sua storia e i dettagli della presa in carico della sua patologia.
Dal confronto, è emerso che il paziente è in cura da oltre due anni presso una struttura sanitaria pugliese non afferente alla Asl Taranto, che lo segue periodicamente e costantemente per i controlli necessari per la patologia della quale è affetto.
Con l’aggravarsi della sua condizione clinica e la nuova necessità di sottoporsi a intervento di cataratta, il paziente ha tentato la prenotazione dell’intervento presso la stessa struttura ospedaliera che lo ha in cura da oltre due anni, con esito negativo per i lunghi tempi di attesa. Successivamente, al paziente è stato suggerito di tentare la prenotazione della cataratta in altre Asl pugliesi.
Il paziente ha provato, tra le varie strutture, anche a prenotare in Asl Taranto: per un disallineamento del CUP, gli è stata comunicato, come prima data disponibile, un appuntamento oltre i tempi previsti dalla normativa. Si specifica però che i casi urgenti di cataratta, afferenti alla struttura di oculistica di Asl Taranto, sono eseguiti con celerità in base al quadro clinico dell’assistito e sono gestiti direttamente dalle strutture di oftalmologia del territorio. Inoltre, Asl Taranto prevede un’agenda specifica per cataratta ad alta priorità, in presenza di condizioni patologiche oculari definite che ne richiedono l’urgenza.
Risposta
Diamo atto alla Asl di Taranto della gentilezza e l’attenzione riservata alla notizia che abbiamo riportato, riprendendola dal quotidiano TarantoToday. Effettivamente il Cup di Taranto aveva indicato quale prima data utile il 14 settembre 2027. Comprendiamo benissimo che i centralinisti siano semplici impiegati e non medici.
Come la Asl Taranto ha precisato e come tra l’altro scritto chiaramente anche nell’articolo, il paziente è in cura da due anni all’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Subito dopo l’ultima iniezione intravitreale, uno dei medici dell’equipe di oculistica, ha detto al paziente che non poteva calendarizzare altre date per le iniezioni (come invece fatto fino a quel giorno) e che avrebbe dovuto rivolgersi a un’oculista di fiducia (quindi a pagamento) che poi avrebbe dato loro indicazioni sul da farsi.
Ad oggi, il paziente, non sa quando tornerà al Miulli per le successive iniezioni e, provando a contattare il cup per prenotare l’intervento per la cataratta in quella struttura (visto che lì è preso in carico e in virtù di ciò non avrebbe dovuto essere “sbolognato” ad un professionista privato) gli è stato risposto che non ci sono date. Ogni santo giorno, da circa un mese, la risposta è sempre la stessa: non ci sono date.
In virtù di quanto comunicato dalla Asl di Taranto in risposta al nostro articolo, ci domandiamo: la Asl barese avrà la stessa solerzia e correttezza nel fornire una risposta? I casi gravi di cataratta, come quello di un paziente con retinopatia diabetica, sono anche qui seguiti con celerità? Può un medico di una equipe oculistica di una struttura pubblica in cui sei in cura, dirti di rivolgerti a un privato, quando le terapie sono in corso da due anni con tanto di cartella clinica in ospedale? Restando in tema di oculistica, vorremmo vederci chiaro. E lo faremo.