Alle interrogazioni presentate dai consiglieri Renato Perrini (DIT) e Cosimo Borraccino (SI) in merito al servizio regionale di trasporto in emergenza del neonato (STEN), ha risposto il presidente della Giunta regionale Michele Emiliano.
In particolare, i consiglieri hanno lamentato che nella distribuzione geografica dello STEN di tre hub designata dalla Regione, in cui sono stati individuati il Politecnico di Bari, gli Ospedali Riuniti di Foggia e il Vito Fazzi di Lecce, il territorio tarantino è stato sfavorito. Pertanto chiedono di valutare la possibilità di istituirne un centro anche nella provincia di Taranto.
Il presidente Emiliano nel dare una risposta, ha ribadito che un primo chiarimento in merito era contenuto nella risposta scritta da parte del direttore generale, alla quale, però, ha voluto aggiungere che “la questione ha natura esclusivamente tecnica, nel senso che, dopo un accurato iter di definizione delle reti STEN e STAM, la rete è stata strutturata in questa maniera”. “Se, ovviamente, ci sono situazioni che bisognerà monitorare – ha detto Emiliano – che dimostrano che questa organizzazione lungamente studiata da tutti i pediatri e neonatologi pugliesi ha bisogno di essere modificata, non c’è nessun ostacolo di natura politica e che questa ipotesi è assolutamente coltivabile”.
“Resta il fatto però – ha aggiunto Emiliano – che questo dimensionamento è stato dato da tutti i soggetti della rete, compresi i neonatologi e i pediatri della provincia di Taranto. Se, viceversa, alcuni di essi dovessero rilevare incongruità tecniche di questo tipo, io sono lieto di approfondirle ed eventualmente introdurre le modifiche che i medici tarantini dovessero richiedere e dimostrare necessarie”. Il presidente Emiliano ha ribadito che “l’ospedale Santissima Annunziata di Taranto continua ad essere il centro di secondo livello, dotato di terapia intensiva neonatale e di ginecologia ed ostetricia di secondo livello, che costituisce ovviamente il punto di riferimento fondamentale per tutto questo genere di necessità terapeutiche e assistenziali, ma la rete consente anche, ove necessario, di raggiungere con perfetta stabilizzazione dei pazienti, sia la gestante che il neonato, a bordo di una struttura mobile che è assolutamente equivalente alla struttura stanziale”.
Quindi – ha proseguito Emiliano – la rete è basata sul fatto che i mezzi acquistati sono in grado di sostituire perfettamente tutti i macchinari fissi che sono in una sede e che l’eventuale raggiungimento di una struttura più distante, ma più adatta alla terapia di questo tipo di situazioni, può essere fatta in perfetta sicurezza e sulla base di decisioni di natura sanitaria”.