La cronaca odierna riferita alla vertenza Ilva restituisce un quadro davvero desolante che evidenzia come stiano prevalendo le ragioni di un deleterio protagonismo che non promette nulla di buono. Il tutto nel momento peggiore che si potesse immaginare per una questione di rilevanza assoluta per il futuro di Taranto, della sua provincia, dell’intero Paese: la campagna elettorale, ormai di fatto avviata, rischia di condizionare pesantemente, e negativamente, la trattativa in corso. Leggo di Emiliano che, in modo davvero stupefacente per un rappresentante istituzionale, chiede di estromettere dal dialogo il ministro Calenda! Il quale, va detto, non ha mai nascosto motivi di fastidio nella interlocuzione con il governatore pugliese. Alcuni sindaci della provincia promuovono un proprio tavolo di lavoro. Dalla provincia parte un ricorso “ad opponendum” contro il Comune di Taranto, il cui ricorso al Tar viene però sostenuto da alcune associazioni ambientaliste che si costituiscono “ad adiuvandum”. Insomma siamo al caos più totale. Ora più che mai è essenziale ed improcrastinabile una necessaria sintesi di tutte le posizioni in campo in modo tale da presentare al governo una proposta unitaria solidamente sostenuta dall’intero territorio. Si faccia quindi subito quel tavolo, attualmente rinviato sine die, con tutte le rappresentanze istituzionali e associative della nostra provincia. Emiliano, in particolare, la smetta una volta per tutte con le sue uscite teatrali, e abbia più rispetto di Taranto e dei suoi cittadini.
On. Avv. Gianfranco Chiarelli
Commissione Giustizia Camera dei Deputati
Taranto , 06-01-2018