«Comportamenti di sufficienza» e, ancora, «atteggiamenti di scaricabarile continuo verso altri livelli divisionali». Sono le critiche che le rsu di Fim, Fiom e Uilm muovono alla direzione dello stabilimento Leonardo Grottaglie e alla direzione HR dopo l’incontro svoltosi nella giornata dell’1 aprile nel corso del quale l’azienda ha aggiornato le organizzazioni sindacali, dopo oltre due mesi dall’arrivo del piano “Z62” inviato dal cliente Boeing con il piano produttivo per l’anno 2025 che ne consegue. Nel corso dei prossimi mesi, il rate produttivo si incrementerà gradualmente da rate 5 dal primo luglio fino a rate 7 entro la fine dell’anno, con il conseguente rientro graduale del personale, operai ed impiegati, ad oggi in trasferta presso gli altri siti della Divisione.
Il piano di approntamenti/consegne illustrato comporta un parziale smaltimento del buffer esistente, prevedendo a dicembre 2025 un residuo di 19 fusoliere stoccate nel solo capannone “A”. A tal proposito, spiegano le rsu, l’azienda ha confermato la volontà di smaltire prioritariamente le fusoliere allocate nel “fabbricato 2”, al fine di renderlo fruibile alla Divisione Elicotteri a partire dal prossimo 1 luglio.
Ma ciò che non è piaciuto alle rsu di Fim, Fiom e Uilm è stato il fatto che nell’ambito delle nuove iniziative «la direzione aziendale ha smentito quanto dichiarato dall’ad Cingolani nell’incontro avuto il 26 febbraio scorso con le rsi nel sito di Grottaglie». In quell’occasionne, sottolineano i sindacalisti, «Cingolani aveva dichiarato testualmente: “l’EuroMale è un programma nato vecchio”. Oggi l’azienda ha infatti confermato l’intenzione di produrre la prima APPM solo ed esclusivamente perché prevista a budget». Nel proseguo della discussione, la stessa ha dichiarato di aver deciso in ambito divisionale di investire ulteriori risorse nel ripristino del secondo autoclave al fine di utilizzarlo per l’ipotetico aumento del rate del B787».
Le rsu, in risposta alle comunicazioni aziendali ricevute nel corso dell’incontro, ritengono fondamentale avere un dettaglio degli investimenti: «riteniamo fondamentale – sostengono – dotare il sito di un’autoclave differente, al fine di renderlo concretamente attrattivo e superare la monocommittenza, anche attraverso la produzione di parti più piccole rispetto ad una fusoliera. Nel corso degli anni, l’azienda ha sempre sostenuto ufficialmente che la diversificazione nell’ambito del composito, fosse complicata proprio per via delle grandi dimensioni delle autoclavi presenti nel sito». Così come è indispensabile «rendere comprensibile, in questo momento, la scelta di produrre mensilmente le stesse fusoliere che il cliente ritira, facendo
rimanere pressoché intatto il numero di fusoliere di buffer. L’azienda per lo stesso motivo a maggio 2024 per tramite del capo divisione, sosteneva che produrre un numero equivalente di fusoliere a quelle ritirate, rendeva lo stabilimento insostenibile dal punto di vista dei costi, ritenendo necessaria la chiusura del sito per ben 4 mesi».
Infine, le rsu chiedono di discutere, prima di proseguire con il rientro dei lavoratori in trasferta, dei carichi di lavoro complessivi della divisione e dell’accordo siglato lo scorso luglio, circa la gestione degli spazi e dei lavoratori che potrebbero essere occupati nel perimetro della Divisione Elicotteri.
«Oggi (martedì 1 aprile, ndc) – concludono le rsu nella nota unitaria – è emersa la volontà chiara da parte di Leonardo spa di non voler pensare assolutamente ad una reale diversificazione produttiva. Si stanno attuando delle scelte esclusivamente mirate a gestire l’instaurazione delle lavoratrici e dei lavoratori dí Grottaglie, rendendo il sito dipendente solo dal cliente Boeing, lo stesso che fino a qualche giorno fa veniva considerato del tutto inaffidabile dallo stesso ad e dal capo Divisione. Fim, Fiom e Uilm, continueranno coerentemente a sostenere in tutte le sedi opportune, la necessità imprescindibile, oggi più che mai, di diversificare la produzione, restando all’interno della One Company, al fine di salvaguardare il futuro del sito e di tutte le lavoratrici ed i lavoratori diretti e dell’indotto».