Un uomo di 47 anni originario della provincia di Taranto è stato condannato con rito abbreviato a 7 anni con l’accusa di aver commesso abusi sessuali su una ragazzina di 13 anni.
I fatti risalgono al dicembre del 2021, quando sia l’uomo che la ragazzina erano ospiti di una casa alloggio sita in provincia.
Nella vicenda sarebbe coinvolto anche un sacerdote, a cui vengono contestate false informazioni in quanto sarebbe stato a conoscenza dei fatti ma non avrebbe parlato trincerandosi dietro il segreto confessionale, istituto riconosciuto ai religiosi dal diritto canonico.
Ad emettere la sentenza di condanna è stato il giudice Fulvia Misserini che ha disposto anche il rinvio a giudizio per il sacerdote, il quale – secondo la Procura – non avrebbe appreso i fatti in qualità di confessore, ma nell’esercizio di un’attività di volontariato.
Non la pensa così però il difensore del religioso che ha chiesto il proscioglimento per il suo assistito, in quanto avrebbe agito in linea con le regole imposte dal diritto canonico.
La vicenda parte con la querela presentata dai genitori della giovanissima vittima che avrebbe più volte – come si legge negli atti – subito atti sessuali come palpeggiamenti sul sedere.
Anche altri volontari avrebbero confermato le condotte del 47enne chiedendone l’allontanamento dalla struttura.