“Sono 3-4 milioni di euro che mancano su Taranto, 20 milioni, invece, su tutto il comparto del trasporto. La situazione sta diventando di ora in ora drammatica. Si sta garantendo solo il trasporto del minerale per garantire la sicurezza degli impianti e non fermarli. Ma ci serve fare squadra, ci serve un aiuto con la Regione e col Governo”. E’ la richiesta che gli autotrasportatori di Casartigiani hanno fatto questa mattina al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che si è recato al presidio di protesta in corso dal 2 gennaio scorso sul piazzale della portineria C della fabbrica. “Noi la battaglia l’abbiamo condotta nella direzione di un equilibrio che era pure quello auspicato dalle forze produttive della citta – ha detto il sindaco Melucci ai trasportatori -. Non abbiamo detto mandiamo tutti in malora.
Abbiamo detto cambiamo sistema produttivo e recuperiamo il rispetto della salute della persone e un certo tipo di produzione usando i fondi europei che pure esistono. Perché se non si fa ambientalizzazione e decarbonizzazione, ogni euro che si mette è aiuto di Stato”.
“Mandammo quindi una proposta di accordo di programma al Governo – ha rammentato il sindaco – e un punto era relativo all’indotto. Si diceva tra l’altro che tutto il credito precedente, difficile da negoziare da un punto di vista giudiziario, può essere o negoziato in modo stragiudiziale, oppure essere oggetto di una cartolarizzazione.
Perché, come accade in Germania, il credito dell’indotto non può essere convertito in una quota di partecipazione all’azienda, in modo che i tarantini e le imprese non siano solo l’arancia da spremere, ma anche coloro che conducono e orientano le scelte industriali?”. Inoltre, prosegue il sindaco, partendo dal fatto “che la strategia delineata dal presidente Bernabè – i forni elettrici – richiede un arco di tempo pari a diversi anni”, è stato sollevato anche il tema dei “nuovi crediti e rapporti dell’indotto” e proposto “un rapporto serio, trasparente e codificato con l’indotto per evitare che il monte crediti continui ad aumentare a dismisura. Questa proposta dell’accordo di programma, il ministro Urso l’ha ricevuta a marzo. Ora – ha detto ancora il sindaco – se ci chiamano, e speriamo che ci chiamino, ci siederemo al tavolo e ripeteremo queste cose. Diremo: la comunità è soddisfatta nella misura in cui sciogliamo il nodo ambientale, tecnologico e dell’indotto.
E il nodo dell’indotto si scioglie con le proposte che abbiamo fatto. Se poi le categorie hanno altre proposte, le faremo nostre – conclude il sindaco -. Ma serve lo strumento convenzionale, altrimenti questa roba qui non riparte e se riparte, non ha più nessuna utilità per la comunità”.