Una delle tradizioni più curiose che segnano la fine del Carnevale e l’inizio del periodo pasquale, è quella della cosiddetta “Quaremma”.
Quando parliamo della Quaremma, ciò che ci viene in mente è una sorta di bambola fatta di pezze nere, appesa ai pali o lungo i balconi. Chi di voi non ne ha mai vista una, soprattutto al sud?
Il termine “Quaremma”, deriva dal francese “careme” che vuol dire Quaresima. Simboleggia la vedova del Carnevale, morto dopo aver sperperato il suo denaro, lasciando la moglie indebitata fino al collo. Leggenda narra che la povera vedova, per sopravvivere e ripagare i debiti del marito, dovesse lavorare giorno e notte. Per questo motivo, in una delle mani della Quaremma troviamo il fuso e il filo di lana, che stanno ad indicare la laboriosità e il tempo che passa. Nell’altra mano, a seconda dei luoghi in cui si realizza, possiamo trovare diverse cose. Nel basso Salento, ad esempio, la Quaremma regge una “marangia”, un’arancia amara a simbolo della sofferenza. Nel frutto sono conficcate 7 penne di gallina che simboleggiano le 7 domeniche che mancano alla Pasqua di Resurrezione.
Altri comuni e usanze invece, prevedono che la Quaremma regga una boccetta d’olio a simboleggiare l’olio che teneva accesa la lampada utile per lavorare di notte; una boccetta di aceto che simboleggia le condizioni economiche precarie; sette taralli o fichi secchi che, come le sette piume di gallina, simboleggiano le settimane di penitenza in attesa della Pasqua.
In alcuni paesi, giunta la Pasqua, la Quaremma viene bruciata poiché il fuoco, è simbolo di purificazione da tutti i peccati.
Si tratta di tradizioni che le nostre nonne hanno sempre rispettato ma che col tempo sono andate perdute. Il comune di Montemesola però, ha voluto rispolverare queste vecchie usanze, trasmettendole anche ai bambini.
È infatti partito un progetto che ha coinvolto le scuole, le uncinettine e i volontari Auser che hanno preparato delle Quaremme che saranno appese in paese la mattina del 22 febbraio, giorno delle Ceneri. L’immagine che vedete in questo articolo, rappresenta proprio la Quaremma realizzata dalle volontarie dell’Auser di Montemesola.
L’invito dell’amministrazione ai cittadini è quello di preparare i fantocci ed appenderli per riprendere la tradizione.