Quel sogno che abbiamo coltivato a lungo, rendere Taranto sede di una Biennale del Mediterraneo di architettura e arte contemporanea, si sta avverando.
In questi giorni il Comune di Taranto, la Regione Puglia e il Ministero della Cultura firmeranno l’accordo di programma che definisce tempi e modi dell’evento che partirà ufficialmente nel 2023, con un’edizione pilota chiamata “Archipelago Taranto” già quest’anno.
Le basi gettate in questi ultimi cinque anni, con diverse iniziative, hanno portato a questo risultato: la partecipazione alla finale di “Capitale Italiana della Cultura” e alla Biennale di Venezia, il sostegno alla “Mas Week”, l’organizzazione di mostre dedicate alla rigenerazione urbana e alla Concattedrale, il “Map Festival”, sono tutte tappe di un cammino di rigenerazione culturale che oggi culmina nella Biennale del Mediterraneo.
Questo appuntamento riporterà la città in un bacino di influenze e tendenze del quale è naturalmente baricentro, facendo il paio con il ruolo che svolgerà nel 2026 con i Giochi del Mediterraneo: Taranto, capitale di mare.
L’accordo di programma prevede che il Comune stili il progetto scientifico della Biennale, attività sulla quale avevamo compiuto già passi importanti con il coinvolgimento del professor Mario Lupano, ordinario di “Storia dell’architettura” presso l’università Iuav di Venezia. A Regione e Governo spetterà il compito di predisporre le risorse necessarie all’organizzazione stabile dell’evento, oltre a fornire un supporto tecnico.
Auspichiamo che, nonostante l’assenza della parte politica, il Comune sappia essere all’altezza di questa sfida, dalla quale dipende un pezzo importante del cambiamento che abbiamo immaginato per Taranto.