La vicenda di presunte ombre sui rapporti con la Provincia, denunciate in un consiglio comunale del 2014, dall’allora consigliere di opposizione Maurizio Romanazzo (PCI), si è conclusa con una condanna per diffamazione nei suoi confronti, una multa da 1000 euro e con il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali stimato in 5000 euro, più condanna al pagamento delle spese processuali pari a 3.420 euro. Parte offesa nel procedimento, l’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva.
In quel consiglio comunale del 2014, Romanazzo, di concerto con gli altri consiglieri di opposizione, sollevò dubbi in merito all’insediamento nella zona PIP, di una fabbrica di riciclaggio di pneumatici fuori uso a cura della ditta Pasquale Reale.
La questione sollevata dal Romanazzo, riguardava la concessione dell’autorizzazione a questa ditta, da parte dell’assessore all’ambiente della Provincia di Taranto, appunto Conserva. Secondo Maurizio Romanazzo vi erano delle anomalie.
Romanazzo parlò di inquietudine dovuta a presunti lati oscuri emersi dalla lettura di un verbale della Guardia di Finanza, nel quale l’imprenditore Reale avrebbe ammesso di aver pagato una somma ottenere l’autorizzazione. Alla luce di ciò, Romanazzo comunicò in pubblica assise di voler segnalare il tutto alla Procura della Repubblica.
A distanza di anni, a quanto pare, non vi erano anomalie e il tribunale di Taranto ha ritenuto infondate le accuse mosse nei confronti di Michele Conserva.
Sempre dalle opposizioni, nel 2015 fu presentato presso la Procura della Repubblica di Taranto, un faldone di circa 450 pagine di esposto, relativamente ad alcune attività dell’amministrazione guidata all’epoca da Vito Antonio Punzi.
La vicenda si concluse con l’archiviazione.