Il quinto “Riciclalbero” di Kyma Ambiente e “Rete a Raccolta” illumina il sagrato della chiesa del Santissimo Crocifisso nel Borgo. Il Natale di Taranto è sempre più green grazie al progetto in collaborazione con le associazioni, le parrocchie e l’amministrazione comunale.
Dopo l’accensione a San Vito, Lama, Tamburi e Paolo VI, anche nel Borgo svetta per le festività il “Riciclalbero” alto oltre quattro metri, ricoperto di bottiglie di plastica riciclate (raccolte dai volontari di “Rete a Raccolta” e dai cittadini, che le hanno conferite presso isole ecologiche e CCR). I “Riciclalberi” sono realizzati con il prezioso aiuto dei dipendenti Kyma Ambiente e forgiati da artigiani locali.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il presidente Giampiero Mancarelli, l’assessore Fabrizio Manzulli, il consigliere comunale Carmen Casula, le associazioni Retake Taranto, SiAmo Taranto, Legambiente Taranto, Plasticaqquà Taranto, Così Parlò Zarabusta, Insolita Isola Taranto, Oratorio San Giuseppe e Pro Loco Capo San Vito.
«Con questo progetto – ha dichiarato il presidente Mancarelli – vogliamo sensibilizzare i cittadini sull’importanza di riciclare i rifiuti. Siamo soltanto all’inizio, proseguiremo su questa strada su sollecitazione del gruppo».
«Siamo riusciti in tempi record a fare cinque alberi – ha commentato Alessandra Laghezza, di Retake Taranto – e per questo ringraziamo Amiu, l’amministrazione e tutti i volontari delle associazioni che hanno partecipato. Ci auguriamo che in tanti seguano il nostro esempio».
«Taranto sta cambiando – ha detto l’assessore Manzulli – e credo che questo sia evidente: c’è tanta strada da fare ma Taranto è una città bellissima. Andiamo avanti così».
«Questo è un esempio per tutti i cittadini – ha sottolineato la consigliera Casula -: partendo dalle piccole cose si possono raggiungere grandi obiettivi. Questa è la strada giusta per raggiungerli».
«Rinascere dallo scarto diventa più difficile – le parole di don Andrea Mortato – e questo albero è il segno che dallo scarto si può avere qualcosa di migliore. È il segno di una Taranto che vuole rinascere».