Stiamo assistendo in questi giorni ad una polemica stucchevole innescata da esponenti politici del centrodestra, le cui dichiarazioni, riportate dagli organi di stampa, manifestano contrarietà all’interessamento mostrato dal Gruppo Ferretti, leader mondiale nel campo della cantieristica navale da diporto, a voler investire sul territorio ionico.
Questa è una delle occasioni in cui capiamo quanto la platea politica di Taranto sia allettante per chiunque cerchi visibilità, tanto da lasciare spazio a dichiarazioni fondate su pressappochismo e poca conoscenza del territorio tarantino.
Il Gruppo Ferretti, di proprietà all’86% della cinese Weichai Group, nonostante lo scorso anno non sia approdata in Borsa, ha mostrato la sua notevole solidità chiudendo il 2019 con il valore della produzione e ricavi sensibilmente in crescita rispetto all’anno precedente (rispettivamente + 4,4% e + 16%).
Il sito a cui il Gruppo F. è interessato è quello dell’ex area Belleli, che ricade nel SIN di Taranto. Tale sito è stato per anni tenuto in abbandono e in disuso, ma ora può finalmente essere bonificato, grazie ad un progetto di bonifica e riqualificazione inserito nel CIS Taranto (ad oggi è stata realizzata solo la messa in sicurezza).
L’investimento da parte della Ferretti prevede la creazione di un polo dedito alla costruzione di scafi e sovrastrutture in vetroresina e carbonio e un centro di ricerca per lo studio di modelli e stampi, che garantirebbero livelli occupazionali e sinergie territoriali importanti.
Tenendo inoltre presente che attualmente l’area portuale tarantina è purtroppo dipendente quasi esclusivamente dal siderurgico e dalla raffineria, in attesa dell’avvio operativo del terminal container, acquisito recentemente dal gruppo turco Yilport, ben validi sono i motivi che ci inducono a considerare l’investimento del Gruppo Ferretti serio, importante nonché di prestigio per la Città dei 2 Mari.
E potrebbe rappresentare la punta di diamante per quel percorso, tanto auspicato, che punta ad un modello di sviluppo alternativo alla monocultura industriale, che soffoca da troppo tempo ormai l’economia locale.
A questo proposito ci preme sottolineare l’impegno del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il portavoce al Senato del M5S Mario Turco, che tanto si è adoperato affinché Taranto avesse questa opportunità economica, e ci piacerebbe sapere, da parte dell’Amministrazione comunale, quali azioni stia mettendo in campo per rendere il nostro territorio attrattivo per l’imprenditoria privata, al punto da rendere una società di eccellenza come il Gruppo Ferretti parte del sistema produttivo locale.
Vogliamo evidenziare, tra l’altro, come la presenza del MoVimento all’interno del Governo stia contribuendo in maniera significativa a sbloccare e far procedere i progetti previsti e discussi nel Tavolo Istituzionale per la valorizzazione dello sviluppo dell’area di Taranto (TIP) e del CIS, e per questo auspichiamo che l’Amministrazione cittadina non ponga ostacoli speculativamente “politici” all’azione del Governo e collabori per condurre la nostra città fuori da quella logica assurda e novecentesca che l’ha relegata ad una cultura economica basata su siderurgia, raffineria e discariche.
Gli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”