Comprendere perché nel percorso e nella previsione della Regione e del Ministero, per quanto riguarda la via Francigena, era stata tenuta fuori Taranto. E’ questo il quesito posto in un’interrogazione da Cosimo Borraccino.
“Non tutti i cammini sono vie Francigene. Ci sono diversi cammini. Quella che ha riguardato Taranto – ha replicato Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale – è prevalentemente la via Appia-Traiana, la cosiddetta “regina viarum”, sulla quale il Ministero ha stanziato 20 milioni di euro e sulla quale, a nostro avviso, sia il Comune di Taranto sia tutti i Comuni collegati dovrebbero investire queste risorse attraverso progetti concreti da realizzare.
La via Appia è una via particolarmente importante, che peraltro agisce in maniera tale da far vedere dei siti anche con occhi diversi, cioè non soltanto far vedere siti diversi, ma anche con occhi diversi. Passa, per esempio, all’interno dell’ILVA. All’interno dell’ILVA, nel CIS, nel Contratto istituzionale di sviluppo, è previsto un progetto di riqualificazione di questa via, proprio per far vedere come l’industria si sia insediata su un luogo di particolare rilevanza archeologica e culturale.
A conferma dell’importanza della Regina Viarum – ha aggiunto l’assessore – è stato avviato da parte del MiBAC e delle Regioni traversate, un imponente progetto di valorizzazione che ne prevede il rilancio in cammino contemporaneo, con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro, e di cui Taranto costituisce uno dei quattro cardini insieme con Roma, Benevento e Brindisi, perché a Brindisi c’è la colonna che è la parte finale del cammino.