“Apprendo che i capigruppo di maggioranza, in una nota diramata alla stampa, hanno deciso che io sono fuori dalla stessa. Ne prendo atto. In realtà se io fossi un capogruppo di maggioranza, più che ragionare sulle esclusioni di coloro che osano non allinearsi alla volontà della casa madre, mi preoccuperei di comprendere le ragioni del disagio dei consiglieri “rei” (disagio manifestato tra l’altro in molte circostanze in questi anni) e soprattutto le ragioni della crescente perdita di fiducia dei pugliesi nei confronti di questa Giunta”.
Pronta la replica del consigliere regionale Gianni Liviano alla nota dei capigruppo di maggioranza con la quale gli stessi, dopo la bocciatura in I commissione dell’assestamento di bilancio 2018, hanno ritenuto di considerare fuori dalla maggioranza l’esponente del Gruppo Misto a causa della sua assenza.
“La sensazione che io ho – aggiunge Liviano – è che il presidente Emiliano abbia imboccato da tempo i sentieri dell’uomo solo al comando, che guida una nave di cui è sempre più difficile comprendere mete e rotte. Sulla Tap, sulla Xylella, sui vaccini e sull’Ilva, tanto per citarne solo alcune, non abbiamo dimostrato di avere idee chiarissime, abbiamo detto tutto e il contrario di tutto a seconda degli occasionali interlocutori”.
Per Liviano, invece, l’assestamento di bilancio è un’occasione “per ripensare mete e rotte, e nel rispetto del ruolo della Giunta, io non credo che ai consiglieri possa essere chiesto di essere permanentemente meri omologatori di scelte altrui, in funzione del vincolo di appartenenza alla maggioranza. Se per i capigruppo va bene, per me, no. Da parte mia c’è disponibilità al dialogo e al confronto, mai all’omologazione di scelte altrui in funzione di un’appartenenza. Se questo mio disagio, che è evidente, è considerato eccessivo e mi porta fuori dalla maggioranza, – conclude Liviano – ne darò una ragione ai pugliesi ma mai rinuncerò al rispetto della mia dignità e della libertà”.