Le nuove inquietanti intimidazioni rivolte da ignoti, nei giorni scorsi, contro la giornalista antimafia Marilù Mastrogiovanni impongono una presa di posizione ferma e decisa da parte delle istituzioni, da un lato, e della società civile tutta, dall’altro. Dopo le minacce subite nei mesi scorsi tanto da essere costretta a lasciare, con la sua famiglia, Casarano (la sua città d’origine), la coraggiosa cronista salentina ha proseguito nella sua meritoria opera di inchiesta raccontando con dovizia di particolari, e nel silenzio generalizzato dei più, le presunte commistioni tra il mondo degli affari e la criminalità organizzata , e le possibili infiltrazioni malavitose soprattutto nel business dei rifiuti e del turismo. Dinnanzi a questi nuovi gravissimi episodi non è più tempo di tacere o di limitarsi ad esprimere una solidarietà di facciata a Marilù Mastrogiovanni ma è giunto il momento di dimostrare concretamente il sostegno delle istituzioni a lei e a tutti coloro che si battono contro illegalità e malaffare.
Per questo chiedo che venga discussa e approvata quanto prima, in Consiglio Regionale, la mozione a supporto dell’attività di Marilù Mastrogiovanni depositata dal sottoscritto (assieme ai colleghi Barone, Cera e Liviano) nel maggio del 2017, che giace da più di un anno senza essere approvata. E, d’altro canto, chiedo al Presidente Michele Emiliano che venga data piena e celere attuazione alla legge regionale n. 12/2015 in materia di promozione della cultura della legalità, della memoria e dell’impegno, una disciplina fortemente voluta dal compianto Guglielmo Minervini nel corso del suo mandato da Assessore nell’Amministrazione regionale guidata da Nichi Vendola, ma rimasta inspiegabilmente, fino a questo momento, solo sulla carta. Anche su questa legge regionale inapplicata ho depositato una apposita interrogazione che anch’essa giace da molti mesi senza risposta, sarebbe utile ad esempio parlare del cosiddetto Rating per la legalità per le aziende che partecipano ai bandi ed alle misure regionali.
Su questi temi non si può più tergiversare o limitarsi a iniziative simboliche, ma è urgente dare concreta attuazione agli strumenti di cui la Regione Puglia si è dotata per diffondere una maggiore cultura della legalità tra i cittadini, in modo di contrastare, in questo modo, il diffondersi di fenomeni criminali o di malaffare. Bisogna educare alla legalità, anche attraverso il continuo uso delle buone prassi amministrative, in una regione che oramai è tra le primissime per scioglimento dei Consigli comunali per infiltrazione mafiosa. A maggior ragione, tutta la società civile pugliese deve rivolgere il proprio ringraziamento a chi, come la giornalista Mastrogiovanni, con grande coraggio e determinazione, si impegna quotidianamente per denunciare all’opinione pubblica fatti sconcertanti, su cui la magistratura sta compiendo le sue opportune valutazioni. Ora spetta alle istituzioni regionali fare la sua parte, quindi approviamo la mozione in Consiglio di solidarietà alla Giornalista che vive sotto protezione ed applichiamo la legge regionale 12/2015 con il Rating sulla legalità per le aziende.
Non c’è più tempo da perdere!
Mino Borraccino