Ancora una volta, sull’Ilva, ci tocca assistere ad una discussione sui social e attraverso i mezzi di informazione, invece che affrontare le problematiche e risolverle. Questa discussione potrebbe risultare perfino interessante se a farla sui social fossero cittadini qualunque, ma, purtroppo, dobbiamo assistere a questo tipo di spettacolarizzazione ad opera di massimi rappresentanti istituzionali quali il Presidente della Regione Puglia ed il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri.
I problemi dell’Ilva, dei suoi operai e della Città di Taranto, ancora non risolti con i nuovi aggiudicatari privati e nemmeno messi in agenda dal nuovo Governo, sono:
1. il mantenimento dei livelli occupazionali attuali che non è stato garantito;
2. la Valutazione del Rischio e dell’Impatto Sanitario che non è stata prevista, ma è l’unico strumento in grado di mettere tutti in condizione di definire livelli produttivi e la migliore tecnologia da utilizzare;
3. l’istituzione del Consiglio di Sorveglianza in fabbrica, cosa che il Governo può fare da subito, già con la gestione commissariale, che prevede la presenza di rappresentanti del lavoratori, degli Enti locali e delle associazioni ambientaliste. Con questo strumento si può controllare che l’Amministratore delegato realizzi effettivamente le cose stabilite nel Piano industriale;
4. la garanzia del mantenimento dei contratti già esistenti, eliminando dall’accordo il passaggio al JobsAct (licenziamenti più facili) e il taglio di 4000 unità.
Tutti questi 4 punti erano contenuti nel nostro ordine del giorno presentato nel corso del Consiglio monotematico sull’ilva di alcune mesi fa.
Chiediamo, ancora una volta al Presidente della Regione ed al Ministro Di Maio, di dare una risposta ai lavoratori ed ai cittadini su questi punti.
Ricorrete ai poteri istituzionali, nel rispetto della Costituzione, che vi sono stati conferiti e non ai social network, per affrontare e risolvere un problema che riguarda la vita di migliaia di famiglie in carne ed ossa.
Mino Borraccino