Ho letto con interesse le recenti dichiarazioni del Senatore Luigi Vitali.
Naturalmente, mi rammarico che un fine ed esperto rappresentante delle istituzioni come lui utilizzi il linguaggio di certe opposizioni di borgata, quando traduce l’attuale fermento politico locale in semplici tensioni da poltrona.
In realtà sta accadendo molto di più, dopo più di un decennio di incrostazioni e ritardi della politica tarantina rispetto al contesto nazionale ed europeo, rispetto agli alti contenuti che l’Amministrazione comunale sta mettendo in scena.
Tuttavia, lui ha ragione quando intravede l’utilità che la comunità possa lavorare lealmente insieme per i grandi traguardi, oltre le lacerazioni che hanno decretato il fallimento di certe politiche ed economie del nostro passato, oltre le categorie novecentesche del pensiero politico, alle quali non credono più nemmeno i cittadini, a giudicare dagli ultimi risultati elettorali.
Quando un anno fa l’area riformista ionica raggiunse inaspettatamente il ballottaggio, avvenne già una prima metamorfosi di un programma obiettivamente superato dalla storia e dal contesto politico generale, un programma che si fece più innovativo, più aperto, addirittura civico nella sua maggiore aderenza alla visione dell’attuale Sindaco, come per altro testimoniato dalle sue linee programmatiche dello scorso 31 luglio.
Su queste basi, ripulito il linguaggio da inutili accuse dal sapore elettorale, si può certamente iniziare ad edificare anche a Taranto quel fronte europeista moderato, in contrasto con l’ondata populista che abbiamo già visto essere tutta incentrata sulla propaganda e per nulla proiettata verso la risoluzione concreta dei problemi dei cittadini, di quelli del Sud in particolare.
Un fronte europeista dicevamo, che a tutti i livelli si sta studiando e che altrove ha già colto i primi successi, che sono successi prima di tutto amministrativi, per i nostri cittadini, stufi dell’odio e dell’ignoranza improduttive da tastiera. E sono certo che un primo banco di prova importante per la tenuta della nostra comunità e la comunione di intenti sul futuro di Taranto lo avremo presto intorno alla vicenda Ilva.
Rinaldo Melucci