Come avevamo ampiamente previsto la situazione dell’ilva, ora che al governo ci sono i 5 stelle, diventa ulteriormente allarmante.
Abbiamo vissuto gli ultimi giorni nell’incertezza totale tra ministri, parlamentari, ed esponenti che passano dalla green economy, alla chiusura a tappe, alla chiusura solo di impianti inquinanti, a nessuna chiusura, lasciando nella difficoltà di giustificare le scelte centrali gli esponenti che invece a Taranto sono stati eletti su una campagna elettorale di chiusura totale dello stabilimento.
Proprio oggi che il segretario della FIM di Taranto Valerio D’Alò denuncia che “ogni giorno di ritardo nella vicenda Ilva e’ un pezzo di terreno perso che danneggia tutti, come l’ennesimo paradosso dove, nonostante lamiere pronte per la lavorazione
della Cimolai, i saldatori vengono lasciati a casa perché l’azienda non ha soldi per rinnovare i patentini degli operatori”, con operai in cassa integrazione e assoluta necessità di messa a norma degli impianti. Come se tutto questo non fosse urgente realtà, Dimaio prende tempo e dichiara “su Ilva stiamo studiando”.
Ma proprio mentre Dimaio è impegnato a studiare, arriva il guru Beppe Grillo a dettare la linea con un video sul sacro blog: nessuno ha mai pensato di chiudere ilva. L’azienda rimane aperta ma senza produrre più acciaio. Ci faranno un Centro per le batterie e percorsi alpinistici sugli altiforni. Ci sono i soldi dell’Europa. Per i lavoratori reddito di cittadinanza e guide turistiche per il parco archeologico.
Nonostante gli sforzi che avevamo apprezzato nel nuovo governo che, da Dimaio a Costa allo stesso Salvini, nello scontro con la realtà avevano finalmente abbracciato la linea della responsabilità contro la chiusura, torna Beppe Grillo nella sua originaria visione che tra scie chimiche e biowashball ha dato il via al movimento più fantasioso e irresponsabile della storia.
Proprio oggi che Dimaio, con un’altra fantasiosa lettura della Costituzione, aveva aperto i tavoli di crisi alla presenza dei parlamentari locali. Gli ricordiamo che i parlamentari sono della Repubblica e rappresentano tutta la nazione. Ma a questo punto speriamo che almeno agli eletti a Taranto, la loro vicinanza geografica a 14 mila lavoratori, faccia aprire gli occhi svegliandosi dal sogno alpino e archeologico a 5 stelle.
Avv. Giampiero Mancarelli
Segretario provinciale PD Taranto