La chiusura dei PPI (Punti di Primo Intervento), prevista il 31 maggio 2018 e rinviata dopo le proteste dei cittadini, delle organizzazioni sindacali di CGIL, CISL e UIL, delle associazioni e delle Istituzioni locali, deve essere considerata una tappa intermedia che ferma la politica dei due tempi: il tempo della chiusura di servizi e il rinvio dei nuovi servizi che non arrivano mai. Il tempo che ci separa da oggi alla chiusura dei PPI (valutandone l’impatto sui pronto soccorso) deve servire all’applicazione del Piano Regionale sulla Sanità, con la trasformazione dell’Ospedale di Castellaneta a ospedale di primo livello; il potenziamento della sanità territoriale tramite la realizzazione dei CPT (Centri Polifunzionali Territoriali) h24 e PTA (Punto Territoriale Assistenza); il potenziamento dell’assistenza domiciliare e sociosanitaria; l’abbattimento delle liste di attesa.
Infine è necessaria una distribuzione equa dei servizi sanitari nel territorio, superando le logiche campanilistiche.
Al Presidente e assessore alla sanità della Regione Puglia Michele Emiliano si chiede il rispetto dei protocolli sottoscritti da CGIL, CISL e UIL del 12 dicembre 2016 e del 2 marzo 2017. Ai Sindaci del territorio si chiede di concertare con le OOSS e le Associazioni territoriali una piattaforma unitaria sui bisogni di salute dei cittadini dei Distretti sociosanitari 1 e 2 da sottoporre alla Direzione dell’Asl TA/1 e all’Assessore regionale alla sanità.
Le Leghe dello SPI-CGIL di
Massafra, Mottola, Palagiano, Statte, (Ambito 2)
Ginosa, Marina di Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello (Ambito 1)