«Sono anni e anni che sentiamo parlare di alternative all’acciaio a Taranto e nel frattempo la disoccupazione in provincia è giunta a livelli significativi». Così il segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, a margine dell’incontro con il Movimento 5 Stelle, tenutosi questa mattina presso la Cittadella delle Imprese a Taranto. Confronto con le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici ionici, quale “recupero” dell’incontro del 5 maggio scorso, non consumatosi per via della concomitante nascita del “Tavolo istituzionale per Taranto” costituito a Palazzo di Città.

Un appuntamento, quello odierno, scivolato via tra più ombre che luci sul futuro dell’Ilva.
«Cosa significa, “non pensiamo di chiuderla in un anno, ma neanche in 20-30 anni”, così si è espresso il consulente economico di Di Maio, Lorenzo Fioramonti, durante l’incontro di oggi. Da parte dei rappresentanti del M5S, come Fim Cisl – aggiunge D’Alò – avremmo gradito un preciso punto di vista sulla questione, anche in virtù delle contraddizioni emerse in questi giorni nel “contratto di governo” tra lo stesso M5S e la Lega. I Cinque Stelle ci sono sembrati generici, approssimati e non sono entrati nel merito. Non ci hanno saputo dare dettagli ne’ sulla chiusura progressiva degli impianti di Taranto, da loro richiamata, ne’ sulla riconversione».
Ombre anche sui passaggi già consumati e diventati esecutivi. «Abbiamo chiesto, anche, quale fosse la posizione del M5S rispetto ad altri aspetti già stabiliti, ossia la presenza di un gruppo – Am Investco – che si è aggiudicato, tramite una gara europea, l’Ilva e che c’è una scadenza fissata al 30 giugno a cui bisognerà dare una risposta. E su questo che non siamo riusciti ad avere risposte. In ultimo – conclude Valerio D’Alò – abbiamo invitato il Movimento a partecipare all’interno del “Tavolo istituzionale per Taranto”, già dal prossimo incontro, per confrontarsi in modo democratico sulla vertenza».
Taranto, 21 maggio 2018