La ASL di Taranto proceda immediatamente con le procedure di stabilizzazione per i lavoratori della Sanità che hanno maturato i requisiti per sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato e ponga immediatamente fine alla gran confusione che si sta generando in questi giorni sul tema delle assunzioni.

Così come denunciato in queste ore dalle organizzazioni sindacali, infatti, in una nota congiunta inviata anche al Direttore del Dipartimento “Promozione della Salute”, dott. Giancarlo Ruscitti, le azioni non coordinate e non in linea con gli accordi raggiunti nelle scorse settimane con le parti sociali stanno generando grande preoccupazione tra i lavoratori precari che rischiano, come sempre, di pagare il conto per gli errori compiuti da altri. La Regione, infatti, aveva garantito che sarebbero partite contemporaneamente le procedure per l’assunzione dalle graduatorie concorsuali esistenti e la stabilizzazione dei precari che posseggono i requisiti previsti dal cosiddetto “Decreto Madia”, anche al fine di evitare tensioni e contenziosi tra lavoratori in attesa della stabilizzazione e lavoratori in attesa dell’assunzione in quanto vincitori di concorso. Nei giorni scorsi, invece, la ASL di Bari ha avviato la procedura per l’assunzione di 199 infermieri attingendoli dalla graduatoria dell’ultimo concorso espletato e questo ha prodotto un effetto dirompente tra le centinaia di lavoratori in attesa da anni della stabilizzazione e che temono, ora, di veder sfumare la loro prospettiva. Per questo è ora urgente che la Regione Puglia intervenga per mettere ordine e per fare chiarezza, procedendo immediatamente alle stabilizzazioni e recuperando, in tal modo, tutto il tempo incomprensibilmente perso fino a questo momento. Ogni ulteriore ritardo e indugio rappresenterebbe un vulnus per la dignità stessa di questi lavoratori al cui fianco continueremo a batterci in tutte le iniziative di mobilitazione che vorranno mettere in campo, a partire dall’annunciato sciopero generale per la prima decade di giugno nel caso in cui la situazione non dovesse sbloccarsi presto.
Mino Borraccino