Il Presidente Emiliano ha convocato un tavolo oggi in Regione, al quale non ho partecipato perché oramai è chiaro il fine del derby in casa PD che non produce effetti positivi sulla comunità jonica, cosa che noi affermiamo da mesi.
Abbiamo sempre orientato, come Sinistra Italiana / Liberi E Uguali, la nostra iniziativa sull’Ilva, finalizzandola al raggiungimento di due obiettivi che per noi sono inscindibili fra loro, e cioè la garanzia del mantenimento dei posti di lavoro e il salto tecnologico produttivo che quell’azienda deve fare per consentire il raggiungimento del giusto equilibrio fra produzione e tutela della salute umana.
Per raggiungere questi indispensabili obbiettivi, riteniamo necessario che : l’azienda garantisca i livelli occupazionali già esistenti e che mantenga i contratti di lavoro attuali, senza speculare sulla necessità di lavoro che c’è per ridurre diritti e salario attraverso il ricorso ai nuovi contratti consentiti dal JobsAct, tanto voluto dal Governo Renzi. Occorre che il Governo garantisca la riduzione del rischio per la salute, introducendo la Valutazione del rischio e dell’impatto Sanitario a monte dell’autorizzazione ambientale e non stralciandola da essa, come aveva fatto con il Decreto Balduzzi del 2013.
Non sappiamo se per garantire questi elementi, ai quali una Nazione moderna ed europea non può rinunciare, il Governo debba revocare la cessione aziendale a Mittal, di certo ricordiamo tutti che quest’ultima fu preferita all’altro acquirente Jindal (anch’esso indiano) anche perché si disse che offriva maggiori garanzie sul numero dei posti di lavoro.
Sicuramente oggi anche questo punto, assieme a quello che prevede le migliori garanzie per la tutela della salute appare irraggiungibile se osserviamo sia il piano industriale di Mittal che la procedura di AIA che il Governo ha impostato senza la valutazione dell’impatto e del rischio sanitario, cosa dalla quale si dovrebbe invece partire per garantire tutto il resto.
Sinistra Italiana non appartiene a coloro i quali si schierano con Jindal o con Mittal, anche perché il derby fra due multinazionali indiane, ci pare poco allineato con il principio di “interesse strategico nazionale” in virtù del quale il Governo italiano sottrasse la Fabbrica di Taranto alle normali procedure applicate dalla Magistratura e la sottopose al controllo pubblico, attraverso il Commissariamento.
Oggi, più di prima, ci pare inevitabile che lo Stato si faccia carico di garantire, assieme alla produzione, la tutela del diritto al lavoro e del diritto alla salute nel territorio nazionale. Basta con gli indugi e, in assenza di avanzamenti, si proceda con un Piano di nazionalizzazione.
Mino Borraccino