Dopo il danno la beffa!
All’ospedale “Moscati”, la Giunta Regionale, dopo aver chiuso il Pronto Soccorso, vuol chiudere anche il Punto di Primo Intervento ( 21 mila accessi nell’anno 2017) per trasformarlo in una modesta postazione medicalizzata.
Questa ulteriore decisione e’ inaccettabile, essa penalizza ulteriormente i cittadini di Taranto e soprattutto quelli del quartiere Paolo VI.
La Regione Puglia prevede nella nostra provincia di declassare i Posti di Primo Intervento del Moscati, del San Marco di Grottaglie, di Massafra e la sostanziale cancellazione dei PPI di Mottola e Ginosa.
Il circolo PD “G. Di Vittorio” ha bocciato, già in passato, il Piano di riordino ospedaliero che ha penalizzato la sanità pubblica tarantina. Infatti tale riordino prevedeva la chiusura dei pronto soccorso dell’ Ospedale Moscati (Statte) e San Marco (Grottaglie) trasformandoli in Punto di Primo Intervento. Il piano ha previsto anche la chiusura di alcuni reparti come cardiologia e punto nascite. A seguito della manifestazione per la riapertura del pronto soccorso del Moscati che ci ha visto presenti con tutta la segreteria del circolo al fianco del comitato per un quartiere migliore e altre associazioni della provincia, l’8 febbraio 2018 si è tenuto, presso l’auditorium dell’ Ospedale Moscati, un incontro con il dott. Balzanelli – responsabile della rete 118 -, il direttore generale della ASL Taranto, dott. Stefano Rossi, e rappresentanti istituzionali tra cui L’Onorevole Vico.
Durante l’incontro, gli interventi dei dirigenti della ASL, sono stati mirati a spiegare ai cittadini che il punto di primo intervento del Moscati era un punto di eccellenza dove ci si poteva recare tranquillamente e ricevere assistenza qualificata. Con questa, ennesima, sbagliata e inaccettabile decisione, la sanità ionica fa un ulteriore passo indietro in danno della
Comunità. Non condividendo la scelta fatta dalla Regione e con il coraggio che ci ha sempre contraddistinto e scevri da ogni sudditanza politica, continuiamo ad essere al fianco dei cittadini rivendicando una sanità pubblica con la S maiuscola per questo territorio già martoriato e riconosciuto come area di emergenza sanitaria.
Il segretario del circolo
Michele Portacci