Si è svolta questa mattina, all’interno della caserma dei Vigili del Fuoco dello stabilimento ILVA di Taranto, la celebrazione del Precetto Pasquale dedicata ai dipendenti e alle loro famiglie. La Santa Messa, officiata dall’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro davanti ad un nutrito pubblico, ha avuto come tema “perseveranti nella speranza”.
Con il Precetto di quest’anno vi è stata l’occasione per celebrare i 50 anni dalla visita di Papa Paolo VI all’interno dello stabilimento pugliese, avvenuta la notte del 24 dicembre 1968.
Insieme ai lavoratori e alle loro famiglie hanno preso parte al Precetto i Commissari Straordinari Enrico Laghi e Corrado Carruba, e molte autorità locali tra le quali: il Prefetto di Taranto, Donato Giovanni Cafagna, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il Presidente Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, il sindaco di Statte, Francesco Andrioli, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Andrea Intermite, il Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete e il Comandante dei Vigili del Fuoco di Taranto, Marisa Cesario.
Per ricordare la visita di Papa Paolo VI è stato proiettato, poco prima dell’inizio della Messa, un video con le immagini e le parole pronunciate da Papa Paolo VI durante la sera di Natale del 1968: “Cari lavoratori, quando lavorate nell’officina è come se foste in chiesa. Voi qui venite a contatto con l’opera, con il pensiero e con la presenza di Dio. Lavoro e preghiera hanno una radice comune”.
Anche il Vescovo ha voluto ricordare durante l’omelia come sia “fondamentale mantenere la speranza per tutti noi, per i nostri figli e per la nostra terra”. Monsignor Santoro, inoltre, ha sottolineato che dal giorno della visita di Paolo VI “siamo sempre stati perseveranti nella speranza e continuiamo a esserlo”.
È stato anche un Precetto che ha messo al centro tutti lavoratori: il manifesto della celebrazione, uno scatto fotografico del capo turno Antonio Calò, è stato scelto fra le opere realizzate dai dipendenti all’interno di un contest svolto nelle scorse settimane.