Dura presa di posizione della UIL FPL che con una nota, indirizzata al Direttore del Dipartimento di promozione della Salute dr. Giancarlo Ruscitti e al Direttore Generale dell’ASL di Taranto, chiede come mai – nonostante le svariate richieste formulate da questa Organizzazione Sindacale, e nonostante le sollecitazioni provenienti da più parti – si continua ad osservare un pervicace ed imbarazzante silenzio sul processo di stabilizzazione dei lavoratori precari della ASL Taranto.
Pertanto in mancanza dell’avvio delle procedure di stabilizzazione, l’Organizzazione Sindacale attiverà tutte le azioni di protesta, in favore dei lavoratori interessati.
Nella nota il segretario territoriale della UILFPL Emiliano Messina sottolinea come nell’ASL di Taranto sembri regnare un inspiegabile immobilismo che allo stato attuale non ha nemmeno prodotto l’adozione della delibera di ricognizione degli aventi diritto alla stabilizzazione richiesta dalla Regione Puglia, quale documento prodromico, sulla base del quale dovrebbe essere ufficializzato il numero dei dipendenti e le figure professionali in possesso dei requisiti previsti dalla c.d. “legge Madia”.
Tutto ciò – prosegue Messina – in difformità all’impegno assunto dal Direttore del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia con le OOSS in data 6.02.2018 presso la sede del dipartimento in questione. La UILFPL chiede, quindi, al Direttore Generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi, di adottare la delibera di ricognizione del personale avente diritto alla stabilizzazione nel rispetto della così detta “legge Madia” e immediatamente dopo l’approvazione della stessa di procedere alla stabilizzazione del personale che, nel rispetto della Madia, ha maturato i tre anni alla data del 31 dicembre 2017.
Accogliendo le richieste sopra indicate il Management della ASL Taranto, invertirebbe l’inspiegabile atteggiamento sin qui promosso di non farsi carico delle aspettative, degli interessi e, in una sola parola, del destino professionale di circa 230 lavoratori (questo parrebbe il numero degli interessati) che da anni continuano a prestare servizio presso la ASL ionica, contribuendo fattivamente a garantire la sostenibilità di un servizio sanitario già in forte crisi. Figure professionali che hanno contribuito al mantenimento dei LEA e alle quali, per converso, non si è ancora inteso riconoscere piena dignità di lavoratori.