C’è una nuova visione della storiografia del nostro Risorgimento, più attenta all’analisi dei fenomeno sociali e di quelli che attengono alla sfera personale ed emozionale.
Sembra impossibile ai giorni nostri, con i cittadini disincantati, a volte persino disillusi dalla politica, ma in quel periodo a molti era sufficiente la lettura di un libro per infiammare il cuore di ardente patriottismo, tanto portarli ad abbandonare esistenze agiate e tranquille per abbracciare ideali che li avrebbero portati persino a rischiare la vita su un campo di battaglia.
Allo studio di questi e ad altri fenomeni che hanno contrassegnato il Risorgimento è dedicato, con un nuovo approccio multidisciplinare, “Italia immaginata: sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento”, ultimo volume di Fulvio Conti, professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Firenze.
L’opera, edita per i tipi di “Pacini Editore”, è stata presentata a Taranto, presso il Palazzo della Cultura – Biblioteca Civica “Acclavio”, in una manifestazione organizzata dal Comitato Provinciale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento di Taranto, con il patrocinio del Comune di Taranto e della Società di Storia Patria della Puglia.
Con la presenza dell’autore, i lavori, introdotti e moderati dall’avvocato Francesco Guida, sono aperti dai saluti istituzionali del dottor Franco Sebastio, Assessore alla Cultura del Comune di Taranto, e del professor Giovangualberto Carducci, presidente della Sezione di Taranto della Società di Storia Patria della Puglia (SSPP).
Sollecitato in tal senso proprio da Francesco Guida, Franco Sebastio, dopo aver ribadito la sua intenzione di avviare un percorso condiviso e partecipativo con le associazioni culturali del territorio, ha annunciato che è sua intenzione proporre all’Amministrazione comunale il trasferimento, in un piano interrato della Biblioteca Acclavio, l’Archivio Storico del Comune di Taranto per rendere fruibile agli studiosi il materiale già catalogato; altro problema si pone rispetto a una imponente mole di documenti non inventariati, laddove dovrà essere predisposta un commissione per la loro opportuna selezione: «è inutile conservare a futura memoria per i posteri – ha detto l’assessore Sebastio – le bollette del riscaldamento degli uffici comunali!»
Giovangualberto Carducci ha espresso il benvenuto a Fulvio Conti, ringraziando l’organizzazione per aver voluto portare a Taranto una dei più importanti storici del momento.
Infatti dal 1993 Fulvio Conti coordina, con Maurizio Ridolfi, la direzione scientifica della rivista «Memoria e Ricerca». Tra i suoi ultimi libri si ricordano “La massoneria italiana da Giolitti a Mussolini” (Viella 2014) e “La politica nell’età contemporanea”, nonché “I nuovi indirizzi della ricerca storica” curato insieme a Massimo Baioni (Carocci 2017).
L’opera è stata poi presentata dalla professoressa Vincenza Musardo Talò, presidente del Comitato Provinciale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, che ha sottolineato come la manifestazione abbia voluto rappresentare, per tutti gli addetti ai lavori, una sorta di “aggiornamento” rispetto a una rilettura recente della storiografia della politica d’Italia fra XIX e XX secolo, frutto degli stimoli che sono venuti dalle nuove ricerche di storia culturale e dalla feconda contaminazione con altre discipline.
Fulvio Conti, infatti, è uno di quegli storici dell’età contemporanea che si sono rivolti con rinnovato interesse a tematiche riguardanti la sfera emozionale della politica, la dimensione simbolica e rituale, la costruzione delle identità e dei sentimenti di appartenenza, le memorie pubbliche e private, le rappresentazioni collettive.
“Italia immaginata” di Fulvio Conti cerca di gettare luce su alcuni importanti fenomeni politici che hanno caratterizzato l’Ottocento e il primo Novecento: la partecipazione femminile al Risorgimento, l’influenza esercitata dalle relazioni affettive nell’evoluzione del sentimento patriottico e della fede politica, il culto dei martiri caduti nelle lotte per l’indipendenza e per la libertà, l’uso pubblico di Dante Alighieri quale simbolo d’italianità, il ruolo della tradizione scientifica nella costruzione dell’identità nazionale, il contributo peculiare che la massoneria ha dato a questo processo, l’eredità del Risorgimento e le divisioni che esso ha lasciato nell’immaginario collettivo.
Taranto, 27 febbraio 2018