“Emiliano venga in Consiglio a spiegare quali sono le motivazioni alla base della delibera di Giunta che porta da 3 a 5 i componenti del Consiglio d’Amministrazione dell’Acquedotto Pugliese prima di procedere con le nuove nomine”. Così la consigliera del M5S Antonella Laricchia in seguito alla delibera approvata nella scorsa scorsa Giunta regionale, con cui si modifica l’art. 17 comma 1 dello statuto di Acquedotto Pugliese, che prevede un consiglio d’amministrazione composto da tre membri, disponendo che la società possa essere amministrata da un consiglio d’amministrazione composto da 3 o 5 membri.
“Nella delibera – spiega Laricchia – si fa riferimento all’art.11 del D.Lgs n. 175/2016 che prevede la possibilità che le società a partecipazione pubblica siano amministrate da Cda formati da tre o cinque componenti per ragioni di adeguatezza organizzativa e tenendo conto del contenimento dei costi. Ora vorremmo sapere da Emiliano quali sarebbero queste ragioni, dal momento che non vengono spiegate in alcuna parte della delibera e se l’aumento dei componenti del Cda comporterà un aumento delle spese. Avevamo già chiesto la massima trasparenza nei confronti del Consiglio e di tutti i pugliesi – continua la consigliera pentastellata – dopo la nota vocale diffusa dagli organi di stampa, nella quale la moglie di Simeone Di Cagno Abbrescia, riferiva che lo stesso Emiliano avrebbe promesso al marito una nomina “molto probabilmente nell’Acquedotto Pugliese”. Da allora però non abbiamo ricevuto alcun chiarimento, ma continuiamo a leggere da articoli di stampa di stravolgimenti all’interno dell’attuale Cda e dell’ingresso dello stesso Di Cagno Abbrescia dopo le elezioni. Lo ribadiamo ancora una volta: le decisioni su AQP – conclude – e su tutti gli altri enti regionali devono essere prese per il bene dei pugliesi, non certo per i vantaggi elettorali di Emiliano”.