La nostra Settimana Santa porta con sé i riti della passione e le nostre marce funebri che insieme alle pastorali, l’associazione musicale culturale “Grande orchestra di fiati Santa Cecilia-Città di Taranto” ha elevato all’attenzione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la partecipazione al bando” Salvaguardia del patrimonio musicale tradizionale” di cui è risultata vincitrice.
Giovedì 22 febbraio alle ore 19, nella Basilica Cattedrale di San Cataldo, l’Orchestra di fiati “Santa Cecilia” di Taranto, diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, terrà il “Concerto di Quaresima” con la partecipazione del soprano Daniela Abbà. La serata sarà presentata dal parroco Mons. Emanuele Ferro.
Nell’occasione sarà distribuito gratuitamente il cofanetto di cd “Le musiche tradizionali della Settimana Santa e del Natale a Taranto” realizzato dall’Orchestra di fiati per il progetto “Salvaguardia del patrimonio musicale tradizionale” promosso dal Mibact.
“L’amministrazione comunale- commenta l’assessore allo sviluppo economico, Valentina Tilgher- plaude all’impegno costante ed appassionato di quanti conservano e rinnovano le tradizioni e i rituali che rendono autentica l’appartenenza ad una realtà umana, storica e territoriale. Per tali ragioni ho apprezzato molto il progetto e non mancherò di partecipare alla serata del concerto previsto per giovedì prossimo. Fin qui la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale e della tradizione popolare.
Poi il dono. La musica e le sonorità della nostra tradizione musicale sono state incise sul supporto digitale al passo l’evoluzione tecnologica, consentendo così la trasmissione anche presso le giovani generazioni del patrimonio culturale immateriale tarantino. Quindici pastorali natalizie e trenta musiche della Settimana Santa contenute in contenuti in un cofanetto di sette cd.
Dopo aver studiato, ricercato e recuperato musiche, spartiti, accordi anche tramandati anche dalla tradizione orale, l’associazione bandistica ha raccolto il materiale utile per farlo “sopravvivere” nella memoria comune e restituire alla comunità questo patrimonio musicale tradizionale, espressione della storia e della cultura e dell’autenticità della nostro territorio.
Non si può non emozionarsi quando dalla scalinata di San Domenico si ascoltano le prime note di “Gravame” che con una forza evocativa, suggestiva e struggente, calano nel contesto doloroso del pellegrinaggio e della passione.
Non si può non legare l’inizio delle festività natalizie alla ricorrenza di Santa Cecilia di cui l’associazione porta il nome e che ogni anno fa rivivere le note delle pastorali, consegnandole anche ai più giovani.
Non si può non ringraziare il Maestro Gregucci – conclude l’assessore- per l’impegno profuso e per il lavoro appassionato che ha consentito il recupero e la raccolta in un’unica soluzione del nostro repertorio musicale popolare e la conservazione della tradizione. Il suo sia esempio in ogni campo artistico e culturale per valorizzare la nostra identità e la nostra appartenenza”