Destano profonda amarezza le argomentazioni addotte dall’assessora alla cultura della Regione Puglia, Loredana Capone, per giustificare l’incredibile esclusione dai finanziamenti regionali destinati alle iniziative culturali del Congresso di studio sulla Magna Grecia.
Stiamo parlando di una manifestazione che, ininterrottamente dal 1961 e cioè da ben 57 anni, si svolge a Taranto e che rappresenta uno degli appuntamenti di maggior richiamo, a livello internazionale, nel quadro delle attività archeologiche, durante il quale si danno appuntamento studiosi, accademici ed esperti provenienti da tutte le parti del mondo per approfondire le tematiche legate a quella che è stata la culla della nostra civiltà.
Ridurre tutto questo a criteri esclusivamente ragionieristici, giustificando il mancato sostegno regionale con l’attribuzione da parte della Commissione di Valutazione di un punteggio insufficiente, evidenzia quanto non si sia effettivamente compresa l’importanza di questo appuntamento, non tenendo in alcuna considerazione la sua indiscutibile rilevanza, a fronte di altre iniziative dal respiro certamente più localistico che, invece, sono state lautamente finanziate in altre province. Credo sia a tutti evidente la miopia che ha determinato una scelta così incomprensibile agli occhi non solo di un intero territorio, quello della provincia di Taranto, che viene sistematicamente escluso e dimenticato a tutto vantaggio di altre realtà locali, ma anche e soprattutto dinnanzi a una vasta comunità, scientifica ma non solo, che si sta mobilitando per salvare questo importante appuntamento.
Per questa ragione noi di Sinistra Italiana/Liberi e Uguali abbiamo garantito il nostro sostegno alla iniziativa in difesa del Convegno sulla Magna Grecia che si svolgerà a Taranto, mercoledì 21 febbraio, alle ore 17, presso la sala della ex biblioteca “Acclavio” del Palazzo di Governo.
Ci auguriamo che nelle prossime ore anche l’assessore alla cultura, Loredana Capone, possa attivamente adoperarsi affinchè si ponga rimedio a quello che, con tutta evidenza, sembra uno schiaffo alla storia e alla cultura di Taranto e dei suoi cittadini.
Mino Borraccino