Questa mattina le candidate e i candidati di Potere al Popolo hanno volantinato davanti al CUP del Santissima Annunziata di Taranto. Nel testo distribuito si accusano il governo centrale e la Regione per i tagli alla sanità pubblica. «I risultati – è scritto – sono sotto gli occhi di tutti: reparti sovraffollati, troppo pochi medici e infermieri, liste d’attesa interminabili. In tanti sono costretti ad affrontare i “viaggi della speranza” per curarsi. Sempre più gente rinuncia alle cure, e solo chi può permetterselo si rivolge alla sanità privata»
Nel pomeriggio gli attivisti di Potere al Popolo hanno partecipato alla manifestazione per la riapertura del pronto soccorso al Moscati. Dopo la soppressione del servizio in quella struttura e al San Marco di Grottaglie, quello del Santissima Annunziata è rimasto l’unico pronto soccorso per un bacino di circa 300 mila abitanti. Una situazione che – denunciano – mette seriamente a rischio la vita delle persone.
Potere al Popolo rifiuta la logica che sta dietro ai tagli. «I vari governi in questi anni ci hanno detto che non ci sono soldi per la Sanità pubblica, ma non è vero!», scrivono gli attivisti tarantini. «Come riconoscono anche le istituzioni economiche internazionali, oggi i ricchi sono ancora più ricchi di qualche anno fa. Il problema è che i governi non hanno fatto niente per tassare i grandi patrimoni. Anzi, hanno condonato la grande evasione e i paradisi fiscali».
La soluzione indicata da Potere al Popolo è «recuperare le risorse con una tassa sulle grandi ricchezze, e investirle nel rilancio della Sanità pubblica. Vogliamo ripristinare le strutture tagliate in questi anni», dichiarano le candidate e i candidati della provincia di Taranto. «Vogliamo servizi sanitari diffusi sul territorio, vicini ai cittadini, e strutture specializzate per le situazioni di fragilità (disabili, malati di Alzhaimer ecc.). E un Polo oncologico pubblico per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata all’inquinamento. Insomma, vogliamo che il diritto alla salute sia garantito a tutte e a tutti, come dice la nostra Costituzione».