Sebbene oggi, in II Commissione consiliare, i responsabili dell’anticorruzione dell’Acquedotto pugliese della Regione Puglia, nelle persone dell’avvocato Candela e del dottor Venneri, hanno chiarito che gli incarichi di Presidente e Direttore generale dell’azienda pubblica di AQP sono compatibili, ai sensi delle vigenti normative in materia, emerge però un evidente aspetto politico che rende incompatibile l’assunzione dei due ruoli da parte della medesima persona.
Nel mio intervento ho evidenziato l’inopportunità politica legata alla copertura dei due incarichi da parte della stessa persona, dal momento che, secondo lo da statuto di Acquedotto pugliese, le cariche sono distinte e chi le ricopre ha responsabilità differenti che non possono sovrapporsi.
Fatto presente questo, oggi al termine dei lavori della Commissione, ho accettato favorevolmente la notizia che, in ogni caso, la responsabile anticorruzione dell’Acquedotto ha inoltrato un appello all’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, dalla quale attendiamo una risposta.
In realtà noi non contestiamo l’ aspetto normativo, che sicuramente, visto le precedenti pronunce dell’Anac in casi simili, confermano la possibilità di ricoprire i doppi incarichi, come accaduto per l’ Atac, l’azienda di trasporto pubblico locale del Comune di Roma, dove la stessa persona ricopre la carica sia di direttore generale che di presidente. Noi riteniamo inopportuno affidare questi doppi incarichi , quindi ho preso l’impegno che, appena riprenderanno i lavori della Commissione, nel mese di marzo, convocheremo il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per conoscere l’opportunità politica e le motivazioni di scelte adottate in questa direzione.
Mino Borraccino