LiberiEUguali con il suo candidato premier ha lanciato la proposta dell’abolizione delle tasse universitarie. Condivido in pieno questa proposta, perchè per noi l’istruzione è una priorità imprescindibile, e l’Italia, dopo la Romania, è il Paese europeo con il minor numero di laureati.. Sono convinto che si debba investire di più sulla cultura e l’abolizione delle tasse universitarie può favorire la crescita culturale e sociale di un Paese. Penso però anche al sistema universitario italiano, che necessita di più risorse, poichè sempre più in affanno finanziariamente per via dei continui tagli del Governo. Pensiamo ai tanti giovani formati nelle nostre università costretti ad emigrare all’estero o ad accettare lavori sottoinquadrati, magari dopo aver conseguito tanti titoli accademici. E’ inaccettabile continuare a perdere queste risorse umane, sia dal punto di vista affettivo, ma anche economico. Migliaia sono i docenti universitari abilitati dal 2013 ad oggi che non trovano collocazione nelle sedi italiane. Giovani di valore con l’Abilitazione Scientifica Nazionale, con titoli per svolgere ruoli di professore Associato o Ordinario, che non entrano in servizio, perchè le Università non possono bandire concorsi per motivi economici.
Pensiamo dunque che occorra una mirata e organica programmazione universitaria in grado di rinsaldare un sistema, a partire dai discenti fino ad arrivare ai docenti.
Solo in questo modo ci può essere sviluppo per un Paese.
Bisogna consentire gli accessi ai docenti abilitati con procedure valide, per dare seguito a tutte le assunzioni necessarie a tenere in piedi i corsi universitari.
Auspichiamo che per la classe docente universitaria, una platea di 45 mila abilitati dal 2013, discriminata dalla legge Gelmini,di cui solo una minima parte ha trovato collocazione, si possa arrivare ad assumere, il fabbisogno di ogni università, dalla graduatoria degli abilitati, come d’altronde si fa ovunque: graduatorie ad esaurimento dove prima o poi si viene assunti.
Mino Borraccino