“Sappiamo che la Regione è tenuta ad adeguarsi a quanto disposto dal collegato ambientale, ma questa legge è uno schiaffo alle comunità locali”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Antonio Trevisi e Cristian Casili dopo l’approvazione in V Commissione regionale della nuova legge sull’ecotassa, che prevede un’addizionale del 20% a carico dei Comuni che non raggiungono il 65% di raccolta differenziata e che venga raggiunta la quota del 90% della differenziata per poter pagare l’aliquota minima, mentre prima era sufficiente raggiungere l’obiettivo del 65%.
“Più volte abbiamo denunciato la carenza d’impianti per conferire la differenziata – aggiungono i pentastellati – con il risultato che i comuni che aumentano le percentuali di raccolta devono conferire fuori regione pagando costi più alti. Le amministrazioni quindi devono scegliere se pagare l’ecotassa per la mancata differenziata o se spendere di più per conferire la differenziata. Ci sono impianti privati molto grandi che vanno al di là della capacità dei singoli comuni – incalzano i cinquestelle – mentre bisogna cercare di dare ordine e costruire impianti pubblici di piccola taglia che soddisfino i fabbisogni dei singoli comuni. Manca una ricognizione della situazione e dobbiamo ancora una volta sottolineare l’inerzia della Regione che non fa partire l’impiantistica pubblica. In questi due anni non siamo mai partiti con la chiusura del ciclo dei rifiuti. Da qui in poi – concludono – bisogna cercare di fare ordine e colmare il vuoto impiantistico dei comuni che consentirebbe di calmierare i costi della differenziata”.