Si è inaugurato il 18 settembre qui, a Taranto, l’anno scolastico 2017/2018. E’ stato un giorno di festa per il mondo scolastico e noi, genitori di figlio di un Dio minore, non abbiamo voluto disturbare questo momento di festa, all’interno del quale si è parlato di scuola innovativa, scuola partecipata, scuola attenta a fenomeni degradanti quali il bullismo ed in cyberbullismo, ma forse ci si è dimenticati della scuola inclusiva.
Eppure il 13 aprile 2017 è stato emanato il Decreto Legislativo n. 66 che disciplinava le “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilita’, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”, il cosiddetto decreto sull’inclusione scolastica che tutto il mondo istituzionale ha sbandierato ai quattro venti e che conteneva all’interno una serie di norme che avrebbero dovuto tutelare quegli alunni diversamente abili.
In particolare l’art. 14 ,comma 3 del D.Lgs. n. 66/2017 recita così: “3. Al fine di agevolare la continuita’ educativa e didattica di cui al comma 1 e valutati, da parte del dirigente scolastico, l’interesse della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente e l’eventuale richiesta della famiglia, ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico possono essere proposti, non prima dell’avvio delle lezioni, ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo, ferma restando la disponibilita’ dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato, nonche’ quanto previsto dall’articolo 1, comma 131, della citata legge n. 107 del 2015. Le modalita’ attuative del presente comma sono definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche apportando le necessarie modificazioni al regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131.”
Tutti noi genitori aventi figli disabili e avendo interesse a garantire loro la continuità scolastica con i docenti di sostegno (ancora precari) a loro assegnati nell’anno precedente abbiamo salutato positivamente questa norma e ci siamo affrettati, predisponendo di nostro pugno delle istanze volte a garantire la continuità scolastica ai nostri figli, dopo aver valutato positivamente l’insegnamento e soprattutto il rapporto umano instauratosi con il corpo docente a loro assegnato.
Lo abbiamo fatto convinti che dalla data del 13 aprile 2017 sino all’inizio scolastico questo benedetto decreto ministeriale attuativo che avrebbe dovuto stabilire le modalità e le procedure per garantire la benedetta “continuità scoalstica” sarebbe stato emanato.
Pia illusione per noi e soprattutto per i nostri figli!
Il decreto ministeriale pare che sia stato predisposto, ma non è stato emanato per via di un indispensabile parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, parere che è arrivato il 22 settembre u.s. definito di natura interlocutoria in quanto “alla luce di tutte le considerazioni esplicitate in premessa, chiede di voler riesaminare il testo del decreto nella direzione di tutelare il diritto alla continuità didattica del disabile al pari del diritto del docente specializzato a non vedere pregiudicate le sue facoltà di accesso al lavoro nel posto che gli spetta in forza del suo stato giuridico”.
Della serie fatta la legge trovato l’inganno!
Cambiare, introdurre nuove norme, stabilire principi sacrosanti quali quello della continuità scolastica per bambini che hanno già diverse problematiche in corso e per famiglie che avevano trovato il giusto equilibrio con una equipe di docenti “ collaudata” per ritoranare alla precarizzazione, all’indeterminatezza e alla speranza che possa essere riconfermata l’insegnante di sostegno dell’anno precedente o che ne arrivi un’altra che sia capace di interagire con il proprio figlio.
Ecco la buona scuola! Ecco l’ennesima beffa! Ecco la politica fatta di proclami e di poca attenzione alle problematiche reali!
Ora il decreto ministeriale è da riscrivere e molto probabilmente quella norma, l’art. 14, comma 3 sarà di fatto congelata perché le legittime aspettative dei docenti specializzati prevarranno sulle vane speranze dei genitori di alunni disabili che chiedevano garanzie di continuità scolastica per i loro figli
Pasquale Marinelli
Genitore di un bambino disabile e componente del direttivo dell’Associazione di genitori “Autismiamo”