“Riprendo, già! – osserva quasi con ironia – Perché il mio profilo fb, che in circa 5000 amici conoscevate, è sparita dal ‘radar’ mondiale di Mark Zuckerberg. Chi sarà stato? Un hacker, un prezzolato, quelli del NoTutto, qualche satrapo? Questo non è dato saperlo! (Zuckerberg me lo faccia sapere!). Il fatto è avvenuto ieri – racconta il parlamentare ionico -, giorno in cui mi ero ripromesso di segnalare, con un post indirizzato agli amici di fb, la denuncia che ho sporto presso la Questura di Taranto, nei confronti di circa un centinaio di NoVax, che nelle settimane scorse avevano invaso il mio profilo con minacce, offese, dileggi personali, che come è noto sono reati alla persona. Minacce giunte dopo le vicende di Roma, che hanno visto me ed altri due colleghi parlamentari – Elisa Mariano e Salvatore Capone – essere aggrediti ed insultati da un gruppo di NoVax che manifestavano davanti a Montecitorio contro il decreto sui vaccini obbligatori, che noi avevamo appena votato”.
Intanto, “torniamo a noi. Se gli amici e le amiche volessero continuare a confrontarsi con me su fb, possono richiedermi l’amicizia al mio nuovo profilo. Da parte mia continuerò a rendere le informazioni da parlamentare, ma anche da cittadino, non rinunciando mai ad esprimere liberamente e rispettosamente la mia opinione. Ed allora, ritorno a dire la mia partendo proprio dalla violenza verbale messa in atto sui social da un uomo della chiesa. Ho sottoposto all’attenzione del Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, la questione relativa alla riflessione choc pubblicata sul proprio profilo fb da Don Luigi Larizza, parroco tarantino, il quale invita i militari ad usare le armi contro i migranti. Tale ‘proposta’ da parte di un uomo di Chiesa, non è da derubricare a semplice ‘folklore’. Purtroppo non è la prima volta che il prelato si rende protagonista di casi simili e lo stesso vescovo della diocesi di competenze ha evidenziato nelle sue dichiarazioni alla stampa una sorta di impotenza nell’arginare questo pericoloso protagonismo. Il punto è che non si tratta solo di una questione di fede e quindi interna alla Chiesa, ma investe ambiti civili e pubblici su un tema molto sensibile. È per questo che, anche in ragione degli accordi intercorrenti con lo Stato Italiano è indispensabile e non più rinviabile un intervento ufficiale dei canali diplomatici. Non esistono zone franche, nè sui social nè tanto meno nello Stato italiano, per propagandare odio e violenza”.
FONTE: Corriere di Taranto