Vertenza Tecnomessapia: sì alla cassa integrazione per i prossimi dodici mesi. È questo il risultato dell’incontro che si è svolto ieri presso il Mise, alla presenza del Viceministro Onorevole Bellanova, con oggetto la vertenza Tecnomessapia che vede 177 operai altamente specializzati sull’orlo del licenziamento a causa della perdita della commessa di Leonardo.
Durante la riunione, tenutasi in modo unitario alla presenza di tutte le OO. SS, azienda, Confindustria e del dott. Leo Caroli della regione Puglia, il Governo ha presentato una proposta in cui “Leonardo” ha mostrato la disponibilità, a determinate e precise condizioni a carico della proprietà, di riaprire un commessa di limitate dimensioni alla società Tecnomessapia. Ciò permetterebbe alla società di revocare la procedura e poter procedere con un ciclo di 12 mesi di cassaintegrazione straordinaria per crisi aziendale. Inoltre la regione Puglia si è impegnata per supportare il necessario piano di riconversione industriale che Tecnomessapia dovrebbe presentare per il proprio futuro, non più esclusivamente legato alle commesse di “Leonardo”.
Nonostante alcune perplessità da parte della proprietà, le parti hanno accettato la proposta. Il prossimo incontro si terrà nella sede della Provincia a Brindisi il prossimo 24 luglio.
“E’ chiaro che USB valuta positivamente questa proposta che rappresenta una boccata d’ossigeno per i lavoratori di Tecnomessapia in quanto blocca i licenziamenti, ma è altrettanto evidente che si corre il serio rischio di rinviare il problema solo di qualche mese – commenta Franco Rizzo, coordinatore USB Taranto -. Per noi il nocciolo della vertenza Tecnomessapia era e rimane la prospettiva di lavoro di maestranze altamente qualificate che hanno permesso a Leonardo di gestire commesse importanti e raggiungere addirittura gratifiche milionarie da parte della Boeing. Il nostro obiettivo è aprire la discussione in sede governativa e regionale sul futuro del polo tecnologico di Grottaglie e sulle prospettive future di questi lavoratori.
Fino a che non riusciremo a fare questo non potremo ritenerci soddisfatti”.