“La piaga del caporalato è una vergogna dietro cui si celano schiavitù, violenze, stupri, ma anche interessi mafiosi e commerciali. Del resto fa comodo a tanti, per fare un esempio, che grazie allo sfruttamento dei braccianti, ci siano alcuni produttori agricoli che riescono a mantenere i prezzi bassi a favore dei profitti della grande distribuzione. La maxi-operazione di cui si è data oggi notizia e che è stata condotta in varie aree del Sud, tra cui la Puglia, è importante ma non basta certo a scalfire il muro criminale di omertà, complicità e violenza che contraddistingue questo fenomeno. Ecco perché servono misure forti su più livelli per contrastare il caporalato. Lo deve fare l’Italia, ma anche l’Europa, perché il fenomeno riguarda tutta l’Ue”. Lo dice l’eurodeputata del MoVimento 5 Stelle Rosa D’Amato a seguito della vasta operazione della polizia contro il caporalato che ha riguardato Caserta, Foggia, Latina, Potenza, Ragusa e Reggio Calabria.
“Ho chiesto al Parlamento europeo di inserire la lotta al caporalato tra le proposte normative sul lavoro sommerso e sulle condizioni di lavoro dignitose – prosegue D’Amato – La risposta ricevuta da alcuni colleghi è stata agghiacciante: il caporalato in Europa non esiste. Eppure basta leggere i dati del Milan Center for Food Law and Policy per accorgersi che il fenomeno riguarda l’Ue trasversalmente, persino l’opulenta Germania. Senza dimenticare che, come emerso da diverse inchieste, lo sfruttamento nelle campagne italiane riguarda spesso cittadini europei provenienti dalla Romania o dalla Bulgaria, con connessioni evidenti con reti criminali transnazionali. La verità è che c’è chi non vuole guardare a questo lato oscuro dell’economia europea. Forse per paura di togliere il velo a interessi ben più grandi”.