Reinterpretare la storia del Mediterraneo e metterlo a sistema in un progetto transfrontaliero. Una linea mediterranea che restituisce centralità al Sud dove Taranto torna ad essere città magna in un sistema integrato con Gallipoli, Crotone, Sibari, Policoro.
Insomma, una visione da Sud che restituisca un ruolo fondamentale alla città dei due mari. Un obiettivo che è stato al centro del convegno organizzato martedì a Taranto, nell’aula magna dell’Istituto “Pacinotti”, dall’associazione “Visioni da Sud” sul tema “Le vie del mare, una modernità senza tempo di una Terra Magna” al quale ha partecipato il consigliere regionale Gianni Liviano.
Taranto balcone della storia d’Europa, dunque, città di arrivo e partenza della linea adriatica che diviene il porto della cultura dell’Italia e dell’Europa. Una città che deve guardare all’Italia e all’Europa con una sua visione propositiva e progressista, capofila di un Sud che vuole recuperare il suo storico ruolo di Terra Magna in una prospettiva di sviluppo futuro attraverso una riflessione storico-geografica-culturale che possa recuperare e reinterpretare la modernità della Magna Grecia. E le rotte marittime del golfo di Taranto rappresentano ancora oggi la più moderna infrastruttura che collega l’Europa all’Oriente attraverso il mar Piccolo.
Se si utilizzasse un aliscafo da Taranto si potrebbe raggiungere Crotone in due ore e mezzo, Policoro in cinquanta minuti, Sibari in cinquantasei, utilizzando, appunto, le cosiddette vie del mare che vogliono rappresentare in modo alternativo di interpretare il cambiamento in quanto complementari alle vie di terra verso le quali spesso riponiamo tutta la nostra attenzione.
Del resto, ha ribadito nel suo intervento il consigliere regionale Gianni Liviano, che Taranto da città sul mare debba diventare città di mare è fuori discussione oltre ad essere sotto gli occhi di tutti. Vogliamo provare tutti insieme – ha aggiunto Liviano – ad immaginare la Taranto del 2020 andando a confrontarci in maniera critica e operativa con chi questa visione l’ha già costruita e con chi in questi anni la sta realizzando. Pensiamo a città come Bilbao, che nel cambiamento radicale ha avuto la sua rinascita, o a Torino, che ha storicamente vissuto il dualismo industria versus turismo e ambiente e ha saputo reinventarsi come città leader del terziario avanzato e tra le realtà di eccellenza dell’offerta turistica del nostro Paese. Nuove prospettive: questo è quanto noi vorremmo proporre alla nostra città volendo davvero andare al di là dei luoghi comuni di città brutta, sporca e cattiva, provando a valorizzare le grandi potenzialità che possiede e i grandi interessi, socio-culturali innanzitutto, che essa può suscitare. Ed è questo l’obiettivo della legge regionale speciale per Taranto che stiamo provando a costruire”.
Nuove prospettive come quella, ha sottolineato il consigliere regionale tarantino, “di provare a immaginare una filiera formativa della nautica sul territorio di Taranto. Questa idea è assolutamente coerente con l’asset strategico della legge speciale per Taranto che, come sapete, stiamo cercando con la Regione di costruire per immaginare un passaggio da Taranto città sul mare a città di mare. Per cui, se questo è l’asset strategico prescelto, se questa è la priorità nella vision di una prospettiva futura della comunità ionica, allora anche la filiera formativa deve essere coerente con l’idea che abbiamo di futuro”.
Per far questo, ha poi puntualizzato Liviano, serve “un luogo “che ospiti l’intera filiera formativa della nautica unitamente ai numerosi laboratori (Open Space, laboratorio di simulazione navale, laboratorio planetario, laboratorio monitoraggio marino, laboratorio impianto pilota di biologia marina, laboratorio di educazione marinara, di far lab, di tappezzeria nautica), per la realizzazione dei quali un’unica rete di soggetti locali, con capofila la scuola Archimede, ha ottenuto un finanziamento di 750mila euro. Il progetto di filiera nautica – ha aggiunto Liviano – prende le mosse dall’esistente, ovvero dall’indirizzo di Trasporti e Logistica già da tempo attivo nell’Istituto Archimede di Taranto fino ad un Master di I livello sul Disegno nautico a cura del Politecnico di Bari al quale si deve accostare l’implementazione a Taranto della facoltà del Mare dell’Università degli studi di Bari. Si tratta adesso – ha concluso Liviano – di mettere a sistema questa proposta e anche di valorizzarla a livello di marketing perchè avrebbe un significato nell’immaginario collettivo innanzitutto di recupero di fiducia da parte della comunità e, sicuramente, di bellezza e di utilità della proposta”.
Taranto, destinazione felicità: questo l’obiettivo sul quale il consigliere regionale Liviano è pronto a giocare tutte le sue carte ma per raggiungere il quale è necessario “che voi ragazzi – ha detto rivolgendosi ai numerosi studenti presenti nell’aula magna dell’Istituto Pacinotti – prendiate consapevolezza delle vostre potenzialità, che a Taranto si può lavorare per farla crescere”.