“Istigazione a delinquere” e “atti persecutori – stalking”. Erano queste le accuse che il sindaco di Sava Dario Iaia, mosse mediante formale querela, nei confronti del giornalista savese Giovanni Caforio, direttore responsabile del quotidiano online locale Viv@voce web.
Durante le indagini preliminari, il PM Putignani escluse la prima accusa rimandando il fascicolo al Gup Anna D’Errico la quale con sentenza, il 16 aprile 2015, ha prosciolto Giovanni Caforio dal reato di stalking rinviandolo a giudizio solo per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
Alla luce delle due accuse da cui è stato prosciolto, il giornalista savese ha presentato

querela nei confronti del sindaco Dario Iaia. Terminata la fase di indagine istruttoria, il PM Remo Epifani ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per calunnia perché “con denuncia presentata presso la Procura della Repubblica incolpava Caforio Giovanni del delitto di cui all’art. 612 bis c.p. pur sapendolo innocente, reato per il quale il predetto veniva prosciolto con sentenza del Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Taranto del 16/04/2015”.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 14 giugno 2017 dinanzi al Gup Vilma Gilli.