
Oggi, alle prime ore della mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto ed i militari della Capitaneria di Porto–Guardia Costiera tarantina, hanno dato esecuzione, nel capoluogo ionico e nel comune di Statte, a 6 provvedimenti cautelari (1 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), emessi dal GIP del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica ionica.. L’attività ha interessato altrettanti soggetti ritenuti variamente responsabili di: associazione per delinquere finalizzata all’estorsione in danno di titolari di impianti di mitilicoltura ubicati nel Mar Piccolo di Taranto e di pescherie del capoluogo e della provincia ionica ed al furto aggravato di prodotti ittici.
L’attività investigativa può considerarsi la naturale prosecuzione dell’operazione “Piovra” conclusa il 27 aprile 2016, sempre dai Carabinieri del Comando Provinciale e della Capitaneria di Porto–Guardia Costiera di Taranto, con l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare a carico di 13 persone, accusate di vessare gli operatori di categoria, tra cui i fratelli Damiano, Giovanni e Massimo RANIERI, tutti pregiudicati tarantini, quest’ultimo attinto invece da autonoma ordinanza cautelare in carcere emessa dallo stesso G.I.P. ed eseguita contestualmente, in quanto a lui veniva contestata la minaccia aggravata nei confronti di un operatore ittico che si era reso artefice di un tentativo di affrancarsi con i propri colleghi dal giogo estorsivo, promuovendo un servizio di guardiania sugli impianti di coltivazione.
Le attività tecniche, avviate dai due organi inquirenti sotto la direzione della Procura della

Se richiesto dalle circostanze, il “Gorilla” interveniva di persona per condurre a più miti consigli coloro che non erano intenzionati a pagare o consegnar pesce e frutti di mare, violando le prescrizioni imposte dal suo status di sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Statte, sino a quando non decideva di trasferire il proprio domicilio in Taranto.
L’estromissione dalle riscossioni estorsive di RANIERI Cosimo, figlio di Damiano, aveva come conseguenza l’avvio dell’attività di pusher nel Rione Tamburi e in Città Vecchia da parte dello stesso, che così compensava la cessazione di guadagni provenienti dalle estorsioni a lui precluse dallo zio.
Le indagini dei Carabinieri e della Guardia Costiera, oltre che mediante intercettazioni, si sono svolte con complessi servizi di osservazione video-fotografica eseguiti da terra ed a bordo di natanti, che consentivano anche di immortalare i momenti in cui, secondo un consolidato “modus operandi” documentato anche nell’operazione “Piovra”, venivano passate le indebite somme compendio di reato, accreditando, rispetto all’operazione “Piovra” di cui si è detto prima, non solo condotte illecite a carico di mitilicoltori, ma anche di titolari di pescherie del capoluogo e dell’hinterland. In ottemperanza alle disposizioni dell’A.G., RANIERI Massimo è stato associato in carcere, mentre i rimanenti arrestati sono stati collocati in regime di arresti domiciliari.