“Da oltre 27 anni avete accompagnato le mie notti, sino ad oggi…ma ora è arrivato il momento di partire…andrete dove serve una disumana dose di felicità e speranza…andrete dove prima c’era tutto e ora ci sono macerie e disperazione…andrete da qualche bambino che ha bisogno di voi, più di quanto ne abbia avuto bisogno io alla loro età…amici/nemici di Facebook….VI PREGO DI DARE TUTTI una mano a chi ne ha realmente bisogno…con qualsiasi cosa utile a chi non ha più niente…so che lo farete…INSIEME VINCEREMO ANCHE QUESTA BATTAGLIA!!!!”.
Questo è quanto un ragazzo di Grottaglie ha scritto sulla propria bacheca di Facebook, allegando una foto di tre pupazzi di peluche, con i quali ha condiviso i sonni della sua infanzia. La stessa foto che vedete in evidenza. Nient’altro. Niente citazioni scopiazzate qua e là, niente gruppi whatsapp, niente gruppi Facebook, niente manie di protagonismo e gare a chi è più solidale. Questa volta i giovani (i giovani di Grottaglie), il social lo hanno utilizzato intelligentemente. In pochissimo tempo, senza operare differenze sulla base di simpatie/antipatie, gli Ultras Grottagliesi, hanno dato vita ad una raccolta incredibile di generi di prima necessità, destinata a quanti hanno perso tutto, a causa del terribile terremoto che ha sconvolto il centro Italia. Il cuore grande dei grottagliesi, non si è limitato solo al passaparola e alla raccolta. Andiamo per ordine. E’ stata messa a disposizione la sede del club “I grottagliesi” come punto di raccolta, in cui tutta la popolazione poteva recarsi per lasciare quanto poteva donare. I ragazzi non si sono persi d’animo e hanno lavorato ininterrottamente per raccogliere quanto di più utile possibile. Non hanno detto nulla a nessuno, non hanno fatto alcuna conta delle partecipazioni, e mentre altrove le parole sono a 1000 e i fatti a zero, gli Ultras del Grottaglie hanno anche organizzato un viaggio. Con le loro auto, con le loro forze, partiranno questa sera alla volta di Rieti e Amatrice, per consegnare personalmente quanto hanno raccolto.
Questa è la vera solidarietà. La grande solidarietà che va oltre l’espressione del dolore, ma trasforma lo stesso in forza per chi quella forza non ce l’ha più. Bravi ragazzi!