Una banda costituita da tre persone travisate da passamontagna ed armati di un fucile a canne mozze è entrata in azione in pieno centro abitato a Manduria. In particolare il fiduciario del gestore di un supermercato del posto, dopo aver ricevuto in consegna l’incasso settimanale ammontante a poco meno di cinquemila euro, si stava portando presso la cassa continua di un istituto di credito.
Dopo qualche istante, l’uomo è stato aggredito da un individuo travisato da passamontagna che armato di un fucile a canne mozze è entrato nell’abitacolo e sotto la minaccia dell’arma gli ha intimato di proseguire la marcia fino a raggiungere un sentiero sterrato di campagna. Giunto sul posto, il malvivente si è appropriato dei contanti e del veicolo, dileguandosi unitamente a due complici, anch’essi con passamontagna indosso, che lo stavano attendendo a bordo di un’altra autovettura.
La vittima ha immediatamente allertato i carabinieri che con l’impiego delle pattuglie del Norm della Compagnia di Manduria, della Stazione di Manduria e dei colleghi di Avetrana, hanno attivato il piano antirapina. Durante le operazioni di ricerca dei malviventi, i militari di Avetrana, perlustrando la zona di competenza, hanno percorso una strada di servizio denominata “Arneo”, ove in più circostanze altri malviventi si erano disfatti degli indumenti utilizzati in analoghe attività delittuose ed hanno individuato l’autovettura rapinata, nonché due persone, entrambe censurate, originarie del brindisino, a bordo di un’autovettura corrispondente a quella dei rapinatori.
I predetti, infatti, sottoposti a perquisizione personale e veicolare sono stati trovati in possesso del denaro contante poco prima rapinato. A conclusione dell’attività d’indagine, su disposizione del pm di turno, De Luca, Pancrazio Parente, classe 1979 di San Pancrazio Salentino (Br) e Carlo Caragnulo classe 1968 di San Donaci (Br) sono stati dichiarati in stato di arresto per rapina a mano armata in concorso e, terminate le formalità di rito, tradotti presso la Casa Circondariale di Taranto. Indagini in corso per identificare il terzo complice.