Le parole possono ferire e uccidere.
Ebbene, quanto è accaduto nei confronti dell’associazione benefica Fulvio Occhinegro (ABFO) è un’offesa all’intelligenza. E’ un atto meschino inaccettabile che, se non fossimo cristiani, non avremmo perdonato.
Attaccare un’associazione che fa del bene da una vita e lo fa in silenzio, sfidando il caldo, la burocrazia e l’assenza di un sistema che in qualche modo la favorisca è un atto indegno specie se chi lo commette predica bene.
Conosciamo da tempo la famiglia Occhinegro e ci duole profondamente il cuore aver letto delle accuse sommarie e soprattutto prive d’ogni fondamento nei confronti di persone che sono disposte a rinunciare a se stesse pur di aiutare il prossimo.
D’altronde è sufficiente recarsi nella loro sede per rendersi conto che è tra le poche associazioni che, a Taranto, fa del bene in misura spropositata anche rispetto alle reali possibilità, trascurando il proprio lavoro e la propria famiglia.
Purtroppo la politica dà spesso alla testa e la campagna elettorale fa da sfondo a certe bassezze di cui si macchia l’animo umano quando è condannato ad una vita legata ad un senso poco cristiano del termine. Ci auguriamo in un ravvedimento operoso da parte di chi ha scagliato la prima pietra, prima che il male fatto si ritorca contro.