Il 19 gennaio, all’età di 84 anni, si è spento il maestro Ettore Scola. Con i suoi capolavori, da “C’eravamo tanti amati” a “Una giornata particolare” a “La terrazza”, ha raccontato l’Italia che si riscattava dal fascismo e cercava di dimenticare la guerra. Con un linguaggio profondo ma lieve, ha saputo tratteggiare tutti i tipi di italiani, dagli intellettuali di sinistra che si davano convegno sulle terrazze ai commercianti in competizione sleale, ha dato voce al radiocronista licenziato e mandato al confino perché omosessuale e alla casalinga schiacciata dalla prepotenza del marito fascista, i genitori che passavano la notte davanti alle scuole e i militanti comunisti in crisi di identità e di fedeltà. Una carriera e una vita nel segno dell’impegno civile, politico e sociale che lo portò, tra l’altro, a far parte del governo ombra del Partito Comunista Italiano, nel 1989, con la delega ai Beni Culturali.
L’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto gli dedica il 67° appuntamento del ciclo “Classici DiVersi”, una lezione del laboratorio di teatro/danza, diversi incontri del cineforum.
Nel maggio del 2013, così Luigi Pignatelli, attore e scrittore presidente dell’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, parlava del regista, a seguito dell’esperienza a Cinecittà, sul set di 1055 – Una magia senza fine di Martina Manca (studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Roma e referente, assieme ai colleghi Federico Paolini e Giacomo Volpe, della sezione romana della Hermes Academy): “La vicenda autobiografica si arricchisce di echi e omaggi, in questo viaggio alla scoperta dell’universo di carne e celluloide, in cui il tempo si espande, nel ventre elastico della Musa. Immagini ritornano, come granelli di una clessidra rovesciata, nel segmento sensoriale di un circo senza fine. 1055, il civico dei sogni. 1055, la formula dell’immortalità. 1055, la scuola dei grandi. Mi era già capitato di lavorare come actor coach, sia per teatri della capitale che per il grande schermo, ma questa volta è stato diverso. Girare in mezzo alle stesse scenografie in cui i più grandi mostri sacri della decima Musa hanno partorito i propri capolavori è stato un immenso onore e ringrazio infinitamente la regista per averci scelto. Io e Giuliano [Doro, ndr] abbiamo imparato tantissimo dagli attori e da tutti i professionisti coinvolti in questo progetto. Eravamo un corpo unico, che si lasciava incantare ed ispirare da ogni singolo elemento racchiuso nel microcosmo di Cinecittà. La prima volta che ho messo piede lì dentro, guardando il poster che ritrae Sofia Loren e Alberto Sordi sul set di “Due notti con Cleopatra”, mi è tornata alla mente una battuta che Totò pronuncia in “Che cosa sono le nuvole”, diretto da Pier Paolo Pasolini: “Noi siamo in un sogno dentro a un sogno”. E nel nostro sogno, sulla rotta di Federico Fellini, al quale il corto è un tributo, abbiamo incontrato il maestro Ettore Scola, con il quale, il primo giorno di riprese, il 20 maggio, abbiamo condiviso il set dell’antica Roma: “Che strano chiamarsi Federico!”, bellissima poesia di Federico Garçia Lorca, dà il titolo al documentario/film/oggetto misterioso che il regista Ettore Scola dedica all’amico e “faro” Federico Fellini, per ricordare il ventennale della sua scomparsa. Il maestro, con il suo inseparabile bastone, ci osservava attraverso lenti scure ed emanava professionalità e “magia senza fine” da ogni gesto ed espressione del volto.”
Appuntamento speciale con Classici DiVersi
Venerdì 22 gennaio, Il Salotto delle Muse, in Via Oberdan #71, ospita il 67° appuntamento del ciclo “Classici DiVersi”, serie di matinée promossi dall’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto, con il patrocinio morale del Comune di Taranto e dell’Ufficio della Consigliera Provinciale di Parità, dedicati ad autori classici (e meno classici) che hanno dato forma e colore alla diversità.
L’incontro speciale è un omaggio ad Ettore Scola. A partire dalle ore 10.30, l’attore Luigi Pignatelli, accompagnato dalla danzatrice Simona Tempesta e dai suoi allievi, proporrà alcuni monologhi tratti dai più significativi film diretti dal maestro del cinema.
La partecipazione all’incontro socio-culturale – che coinvolge alcuni migranti fuggiti da paesi in cui l’omosessualità è reato e gli adolescenti coinvolti nei progetti promossi dalla Hermes Academy per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico – è libera e gratuita. Si consiglia, però, la prenotazione al +39 388 874 6670.
Ricordiamo che all’interno dei locali in Via Oberdan #71 è stata riallestita la personale di arte grafica “Tratti d’Altro”, con opere di Francis Allenby, pseudonimo del blogger ed attivista socio-politico tarantino Francesco Giungato, mostra itinerante che aveva debuttato il 28 aprile scorso all’interno del Caffè Letterario Cibo per la Mente, nell’ambito del 91° appuntamento di Taranto – Il Nuovo Volto. In occasione della morte di David Bowie, Allenby ha realizzato un ritratto, immagine di locandina delle iniziative previste per il weekend.
Classi unite per la lezione dedicata a Scola
Per le ore 18.00 di venerdì 22 gennaio, presso Il Salotto delle Muse in Via Oberdan #71, è prevista una nuova lezione del laboratorio di teatro-danza a cura della danzatrice Simona Tempesta e dell’attore e scrittore Luigi Pignatelli.
L’incontro, intergenerazionale e multidisciplinare, sarà dedicato ad Ettore Scola e vedrà partecipare tutte le classi di allievi di Pignatelli e Tempesta (bambini, under 25, over 65, donne violate, migranti, ex tossicodipendenti).
Per informazione ed iscrizioni, aperte anche a coloro i quali non frequentano i laboratori promossi dalla Hermes Academy e da Arcigay Taranto, contattare il +39 388 874 6670.
“Una giornata particolare” al Cineforum LGBT
Nell’ambito della sesta edizione dell’Hermes On Streets Winter’s Festival, venerdì 22 gennaio torna, presso la sede dell’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto in Via Pupino #90, il Cineforum LGBTIQ, con un appuntamento dedicato ad Ettore Scola. La partecipazione alla proiezione è libera e gratuita. Occorre, però, prenotare al +39 388 874 6670.
A partire dalle ore 21.00, verrà proposto “Una giornata particolare”, film del 1977 diretto da Ettore Scola. Presentata in concorso al 30º Festival di Cannes, la pellicola ha ottenuto vari riconoscimenti internazionali vincendo, tra gli altri, il Golden Globe quale miglior film straniero e ricevendo inoltre due candidature al Premio Oscar, per il miglior film straniero e per il miglior attore, a Marcello Mastroianni.
La vicenda riassume la vita di due persone: Antonietta, casalinga ingenua ed ignorante, madre di sei figli viziati, è sposata con un impiegato statale, fervente fascista; Gabriele è un ex radiocronista dell’EIAR disoccupato. Antonietta è una donna plagiata dall’affascinante figura di Mussolini: in lei si rispecchia la stragrande maggioranza della popolazione italiana, incapace di guardare criticamente alle scelte di quel periodo (chi per plagio chi perché credeva in modo sincero al Fascismo). Gabriele, annunciatore radiofonico licenziato e mandato al confino perché omosessuale, invece rappresenta l’intellighenzia vigile ma impotente, l’élite che ben poco ha potuto fare contro la violenza squadrista. Il film, tra i più belli interpretati dalla coppia, è il confronto tra queste due umanità unite dalla sofferenza provocata dal regime: la donna era un semplice mezzo di produzione per la macchina bellica, mentre i dissidenti erano voci fuori dal coro ignorate e lasciate a morire nell’oblio del confino.
La sceneggiatura di Ettore Scola e Ruggero Maccari (che ebbero la collaborazione di Maurizio Costanzo) offre bei dialoghi e lascia spazio ad una sottile speranza finale: il libro di Dumas regalato da Gabriele ad Antonietta rappresenta la possibilità che, attraverso la conoscenza, il popolo possa prendere coscienza della realtà.
A seguire, alcune curiosità. Proprio all’inizio del film, nel momento di descrizione dell’edificio, Ettore Scola ha voluto un lunghissimo piano sequenza, tra i più complessi e lunghi della storia del cinema italiano. Nella parte di una figlia emancipata della protagonista, recita la futura donna politica Alessandra Mussolini, nella realtà nipote di Benito Mussolini (nonno) e di Sophia Loren (zia). Prima ed unica esperienza cinematografica per l’attore e doppiatore Vittorio Guerrieri, futura voce dell’attore Ben Stiller, che in un’intervista ha rivelato di non aver mai incontrato Marcello Mastroianni sul set, in quanto girò le sue scene per conto proprio. Sophia Loren si mostra al suo pubblico non come una diva ma come una comune donna di famiglia. Il trucco dell’attrice è stato studiato e curato dal truccatore Francesco Freda. Per quasi tutta la durata del film, dagli apparecchi radiofonici accesi nei vari appartamenti, a volume alto, si ascolta la voce del radiocronista, che commenta le varie fasi della visita di Hitler nella giornata del 6 maggio 1938. Dalla conversazione tra Antonietta e Gabriele viene fatto, da costui, il nome di Guido Notari come voce dell’EIAR, a commento degli avvenimenti che si svolgono in contemporanea nelle strade della capitale; in realtà Guido Notari svolgeva, presso Radio Roma, l’attività di Capo annunciatore e lettore, pertanto, non essendo giornalista, non poteva svolgere il lavoro di radiocronista, di conseguenza la voce che si ascolta appartiene a uno dei radiocronisti tra cui Fulvio Palmieri, Franco Cremascoli e Mario Ortensi, coordinati da Vittorio Veltroni, organizzatore della trasmissione. Il vero nome della voce, che si sente dalle radio, non è stato ancora individuato con certezza.
Per visionare il calendario completo delle iniziative promosse dall’Associazione Culturale Hermes Academy – Arcigay Taranto con il supporto della rete IsolArcobaleno nella provincia di Taranto ed oltre, consultare il sito www.hermesacademy.blogspot.it