Aiutare il cuore degli uomini con il 5 per mille, poiché salvare chi ci sta accanto equivale a salvare noi stessi. E’ questo lo spirito con il quale ieri mattina, il dottor Mario Balzanelli, ha presentato alla stampa con immenso orgoglio, il dono dell’ACLI Taranto agli operatori del 118. Si tratta in realtà di una iniziativa, che ACLI e 118 hanno avviato insieme: ‘Ribatti’ per una città cardioprotetta. Grazie ai fondi che ACLI ha ottenuto con il 5 per mille, donerà quindici defibrillatori alla città, organizzando corsi di formazione finalizzati ad impartire elementari nozioni di primo soccorso, contribuendo a costruire un modello di società civile in grado di utilizzare tali strumentazioni. “Bisogna educare la popolazione a stabilire una linea netta tra la vita e la morte” afferma il dottor Balzanelli. Si apre quindi, una nuova dimensione che porta a realizzare una città cardioprotetta, nell’azione comune di contrastare il mostro dell’arresto cardiaco improvviso, battersi insieme per una sanità che sia dei cittadini. Il Presidente provinciale ACLI Aldo La Fratta, spiega che le varie sedi dal 1944 mirano a far ripartire il bene comune dal basso “Facciamo ripartire l’amore degli uomini dal basso. A Taranto questo è stato possibile dal 118. Il 118 salva il cuore clinicamente; noi come ACLI lo salviamo culturalmente e socialmente”. Il dottor Balzanelli spiega che realizzare una città cardioprotetta, significa fare i conti con gli spazi e con i tempi, studiando il tutto in maniera tridimensionale per comprendere al meglio le esigenze di chi vive la
difficoltà al momento. L’arresto cardiaco colpisce in un anno circa 60.000 persone, 8 italiani per ora. Un defibrillatore può interrompere le aritmie maligne e contribuire a salvare la vita. L’arresto cardiaco non deriva solamente da disfunzioni miocardiche, ma può avere altre derivanti e colpisce in ogni fascia d’età. A tal proposito, il dottor Balzanelli ricorda il recente episodio di un quattordicenne colpito da arresto cardiaco nel mentre di una partita di calcetto, congratulandosi con i medici e gli operatori di ‘Taranto Centro’ per il tempestivo intervento: “Oggi quel ragazzino, nonostante la diagnosi di una grave cardiomiopatia, sta benissimo. Vive”. E’ importante diffondere una buona cultura del primo soccorso, e a questo ci penseranno le ACLI con i corsi di formazione, perché una popolazione con cultura raddoppia le probabilità di sopravvivenza. “E’ il tempo che fa la differenza” spiega Balzanelli. Gli standard di tempo che prevedono il massaggio cardiaco nell’attesa dell’arrivo di un defibrillatore, oscillano intorno ai quattro minuti, frazione di tempo questa, di importanza vitale;
mentre per l’utilizzo del defibrillatore sono previsti 8 minuti. Questi sono standard oramai consolidati in tutta Europa, mentre in Italia si è un po’ indietro; ma nonostante ciò, il dottor Balzanelli annuncia con immenso compiacimento che per quanto riguarda la percentuale nazionale di vite salvate che ammonta all’8,4%, solo la città di Taranto segna l’8,05%. All’incontro hanno preso parte il presidente dell’Ordine dei Medici, Cosimo Nume, il quale ha confermato l’intenzionalità dell’Ordine di collaborare a questa iniziativa, e il Prefetto di Taranto, dott. Umberto Guidato, il quale mostra grande sensibilità in merito alla questione, in quanto figlio di un medico cardiologo “Non è un defibrillatore in sé a salvare una vita, ma la gente capace di adoperare questo strumento”. Si cerca di offrire una nuova possibilità ad una città in cui il termine sopravvivenza lascia un po’ pensare. Ma se possiamo essere noi stessi gli artefici di una vita salvata, allora ben vengano tali iniziative.
Elena Ricci (articolo di Taranto Oggi – 15/03/2014)